
L’ortocheratologia consiste nella riduzione, variazione o eliminazione temporanea di un difetto di vista attraverso l’applicazione programmata di lenti a contatto. Le lenti a contatto tradizionali sono disegnate in modo da interferire il meno possibile con la forma della cornea, mentre le lenti per ortocheratologia sono progettate espressamente allo scopo di modificare il profilo corneale in modo controllato. Le lenti per ortocheratologia producono una riduzione temporanea del difetto di vista cambiando la forma della cornea, che possiede un certo grado di plasticità. Il modellamento della cornea modifica il potere rifrattivo oculare e, se l’entità del rimodellamento è adeguatamente controllata, è possibile variare in modo preciso il potere corneale fino a correggere l’errore rifrattivo. Quando la lente per ortocheratologia è sull’occhio si vede bene come con una lente convenzionale; dopo che la lente viene rimossa, la cornea mantiene la sua forma modificata per un certo periodo e si continua a vedere bene anche senza lente a contatto. Le prime volte l’effetto dura poco per poi stabilizzarsi, nei giorni successivi, per tutto l’arco della giornata. A seconda del programma di trattamento, le lenti per ortocheratologia possono essere portate alcune ore al giorno oppure di notte per poi essere rimosse durante le ore di veglia. In quest’ultimo caso le lenti vengono portate durante il sonno ed al mattino possono essere tolte, continuando a vedere bene tutto il resto della giornata ad occhio nudo.
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L’ortocheratologia, soprattutto se eseguita mediante un programma di trattamento notturno, oggi può permettere significativi cambiamenti di stile di vita a miopi propriamente selezionati: essere liberi da ausili ottici per la pratica di sport, attività professionali e ricreative è un fattore di motivazione che può portare a scegliere questo tipo di trattamento non-chirurgico e reversibile della miopia.

Lente ESA ortho-6
L’ortocheratologia è nata negli Stati Uniti ed all’inizio si è diffusa e sviluppata soprattutto nei paesi anglosassoni come il Canada e l’Australia. Oggi c’è un grande interesse per l’ortocheratologia anche nel mondo asiatico: Hong Kong, Taiwan, Giappone e Cina sono paesi particolarmente attivi nel settore dell’ortocheratologia per l’elevata incidenza di miopia nelle loro popolazioni. In Italia l’ortocheratologia è ancora oggi poco diffusa, ma il nostro paese può vantare pionieri ed esperti di altissimo livello. Nell’estate del 2002 è stato depositato il brevetto di una nuova lente multicurva customizzata per ortocheratologia notturna progettata da Antonio Calossi, un optometrista italiano. Il sistema di applicazione di questa lente si basa su una serie di lenti di prova, con cui fare le prime valutazioni dirette di adattamento sull’occhio del paziente e sull’ausilio di un programma di calcolo dedicato in modo da poter personalizzare la lente in tutti i suoi parametri allo scopo di ottimizzare l’applicazione. I primi risultati clinici di questa nuova lente sono incoraggianti: già dopo i primi 60 minuti d’uso della lente si ottiene un significativo appiattimento corneale ed un miglioramento dell'acuità visiva naturale; il profilo corneale si modifica da prolato ad oblato già dopo la prima notte d’uso; nella maggior parte dei casi si ottiene un miglioramento dell’acuità visiva naturale fino a 10/10 per almeno 10 ore dopo la rimozione delle lenti entro la prima settimana di porto notturno.
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1a generazione: lente convenzionale piatta

1a generazione: geometria inversa tricurva

3a generazione: geomatria inversa multizona
Benché l’ortocheratologia sia riportata in letteratura dal 1962, per più di tre decenni questa procedura non è stata pienamente accettata dalla comunità scientifica soprattutto a causa dei dubbi su quanto fosse sicuro modificare la zona centrale della cornea. Gli unici studi controllati sull’efficacia e la sicurezza di queste prime tecniche riportano una riduzione miopica media modesta, di circa 1,00 D, in tempi di trattamento lunghi compresi fra 3 e 10 mesi, con grande variabilità dei risultati fra i diversi pazienti. La riduzione della componente miopica era spesso accompagnata da un aumento di astigmatismo contro regola che a volte diventava irregolare. Le ragioni di questa scarsa efficacia possono essere comprensibili: le prime lenti per ortocheratologia erano disegnate con curve periferiche più piatte della zona ottica e quindi si comportavano come lenti convenzionali troppo piatte, avevano un appoggio solo centrale ed un eccessivo movimento che potevano causare alterazioni dell’epitelio centrale, inoltre tendevano a decentrarsi, provocando un certo grado di distorsione ed un aumento dell’astigmatismo e delle aberrazioni corneali.
L’ortocheratologia praticata dai primi pionieri è stata molto diversa da quella di oggi: lo sviluppo di nuovi materiali, geometrie, metodi applicativi, tecniche costruttive e tecniche strumentali per l’esame della cornea, hanno contribuito all’evoluzione del metodo. Benché anche oggi posizioni molto autorevoli siano ancora scettiche nei confronti di questa tecnica, gli studi controllati più recenti dimostrano l’efficacia e la sicurezza dell’ortocheratologia moderna.

Topografia corneale pre applicazione

La stessa cornea dopo 5 notti
Alcuni applicatori hanno sviluppato delle procedure ortocheratologiche che prevedono l’uso delle lenti di notte: la cornea viene modellata durante il sonno e le lenti sono rimosse al risveglio e nella maggior parte dei casi l’effetto dura fino alla sera. Questa tecnica ha il vantaggio di limitare il discomfort di una lente rigida causato dall’ammiccamento palpebrale e di eliminare le componenti ambientali (polvere, vento, aria condizionata, attività sportive) che possono causare intolleranza alle lenti durante il giorno; inoltre la velocità del rimodellamento corneale è incrementata dalla pressione esercitata dalle palpebre chiuse. Per l'uso notturno è necessario utilizzare materiali con permeabilità all’ossigeno molto alta per garantire la sufficiente ossigenazione alla cornea anche a palpebre chiuse. L’ortocheratologia moderna ha beneficiato in questo senso della disponibilità di materiali rigidi gas permeabili. Oggi esistono materiali iper-permeabili all’ossigeno che sono notevolmente più compatibili con la fisiologia corneale e che hanno aumentato significativamente l’efficacia e la sicurezza dell’ortocheratologia, così come della contattologia convenzionale.
L' ortocheratologia si può tranquillamente utilizzare nelle miopie fino a 5 diottrie e negli astigmatismi fino a 1,50.
Si possono anche correggere difetti superiori: il risultato dipenderà da una serie di fattori come la forma della cornea e la sua durezza, le palpebre, il tipo di percezione visiva ecc.
Le miopie fino a 5 diottrie si trattano molto bene e con risultati veloci e soddisfacenti. Alcuni ricercatori hanno studiato e provato la sicurezza della ortocheratologia .
Le lenti per ortocheratologia rendono più piatto il profilo della cornea.
I calcoli teorici confermati dalle ricerche dimostrano che l'appiattimento è di circa 6 micron (6 millesimi di millimetro) per diottria di correzione. Quindi se, per esempio, la miopia da correggere è di 3 diottrie l'appiattimento atteso sarà di circa 18 micron.
Lo spessore della intera cornea è di circa 550 micron (poco più di mezzo millimetro), mentre quello dell' epitelio ammonta a circa 50 micron.
Nel caso di una miopia di 3 diottrie lo spessore corneale interessato sarà quindi di circa il 3% (18 micron su 550) e riguarderà, presumibilmente, soltanto l'epitelio.
Da queste osservazioni si può affermare che un trattamento ortocheratologico produce una redistribuzione del tessuto corneale più che una modifica globale della curvatura della cornea.
Dai dati clinici, tecnici e analizzando le ricerche, si può ragionevolmente affermare che usare lenti per ortocheratologia notturna non è più rischioso dell'uso di lenti a contatto Rigide Gas Permeabili di tipo tradizionale.
Inoltre, dato che il processo è reversibile, in caso di insoddisfazione si può interrompere il trattamento e tornare agli occhiali o a lenti a contatto tradizionali.
L'ortocheratologia ha avuto anche l'approvazione dalla americana FDA (Food and Drug Administration che vigila su medicinali e apparecchi medicali).

Epitelio corneale prima e dopo il trattamento: si nota una redistribuzione delle cellule.
In pratica, volendo fare un colorito paragone , la lente lascia la sua impronta sull’epitelio corneale (la pelle trasparente della cornea) come l’elastico del calzino lascia la propria impronta sulla pelle della gamba.
Sono sorprendentemente tollerabili: ad occhi chiusi la lente é poco mobile sulle cornee e di conseguenza non viene avvertita quasi per niente; in più, durante il sonno, ci si dimentica di indossarle. Grazie alla loro elevatissima permeabilità all'ossigeno queste lenti garantiscono una adeguata respirazione oculare: i materiali che vengono utilizzati consentirebbero un uso continuo delle lenti a contatto (un mese senza mai toglierle); un uso limitato alla sola notte garantisce, perciò, una ossigenazione corneale più che sufficiente.
L'ortocheratologia notturna costituisce un nuovo strumento di correzione che va ad aggiungersi agli occhiali, alle lenti a contatto tradizionali e all'intervento di chirurgia refrattiva.
E' difficile convicere un miope che ha deciso di operarsi a ricorrere alla ortocheratologia notturna. Presumibilmente chi decide di sottoporsi all'intervento ha fatto una scelta radicale e ha il desiderio di liberarsi definitivamente degli occhiali e/o delle lenti a contatto: l'uso delle lentine, anche se limitato alla sola notte, non lo convincerà.
Non tutti, però, hanno il desiderio di operarsi: alcuni sono spaventati dall'idea, altri hanno paura degli effetti collaterali altri ancora sono indecisi.
Inoltre i bambini e gli adolescenti, che non possono essere operati a causa dell’evoluzione del loro difetto visivo, sono i soggetti più indicati ad intraprendere un trattamento ortocheratologico proprio per contenere gli eventuali peggioramenti in atto.
L'ortocheratologia notturna è una tecnica reversibile: se non si è soddisfatti del risultato si può interrompere l'uso delle lenti e tornare alle condizioni precedenti il trattamento. Con la chirurgia refrattiva questo non è possibile. Si possono usare come delle normali lenti a contatto correttive durante la giornata. Con le lenti a contatto per ortocheratologia notturna si ha una visione limpida e chiara come con delle normali lenti a contatto correttive. La vita media di queste particolari lenti a contatto oscilla intorno ad un anno. La durata varia a seconda del materiale utilizzato per la loro costruzione, in base a quanto le si usano, a come vengono pulite e, soprattutto, a seconda di quanto gli occhi le sporcano.
Fonti:www.ortho-k.it