lenti progressive

28 Agosto 2008

 

LENTI PROGRESSIVE
Molte volte avrete dovuto cambiare occhiali perché non vedevate bene qualcosa di vicino o
qualcosa di lontano. Questo può causare un disagio non da poco (ad esempio leggere un
documento). Sono cose che possono succedere, ma potrebbero essere evitabili: infatti da
qualche anno la tecnologia ha messo a disposizione degli ottici, ma soprattutto a vostra
disposizione, delle lenti che rispondo ad ogni esigenza.
Più chiaramente queste lenti provvedono ai problemi di vista sia da vicino che da lontano
senza più aver bisogno di due paia di occhiali, sono le lenti multifocali o progressive.
Quando si parla che la vista funzione bene, vuol dire che l'immagine delle cose che stiamo
guardando si forma correttamente sulla nostra retina,ciò vuol dire che il nostro cristallino
(lente fisiologica) si curva e invia correttamente i raggi luminosi esattamente dove devono
andare. Se questo non avviene si dovrà provvedere con delle lenti, che infatti sono curve.
La curvatura di una lente è determinata dalla quantità di difetto che essa dovrà correggere e
dalla distanza dei raggi che si dovranno captare: per leggere bisognerà considerare una
distanza di una trentina di centimetri, ma per altre attività, ad esempio la guida
dell'automobile, la curvatura della lente dovrà essere diversa, perché dovrà incurvare i raggi
che provengono da molto lontano.
Ecco perché sono state create da qualche anno le lenti progressive o multifocali.
Si è partiti da una semplice considerazione: per guardare lontano si tengono gli occhi alti,
per guardare vicino le pupille si abbassano. Nel primo caso i raggi attraversano la parte
superiore dell'occhiale, nel secondo attraversano quella bassa. Ecco perché queste lenti si
chiamano progressive, perché progressivamente l'azione della lente è diversa scendendo
dall'alto al basso e quindi possono essere utili in qualsiasi situazione.
Sono dette multifocali perché hanno diversi punti di messa fuoco nelle diverse zone.
Ma non si può dire che le lenti progressive siano la risposta ad ogni problema di vista.
Anche qui la qualità ha la sua importanza e in secondo luogo, la vista può andare sotto stress
cambiando così rapidamente la messa fuoco, e può causare disturbi come cefalea, senso di
nausea e smarrimento. Quindi le lenti progressive non sono adatte a tutti: ma tutti,
comunque, richiedono un periodo di adattamento, che può durare qualche settimana e
sicuramente sarebbe meglio, inizialmente, avere delle cautele (ad esempio scendere le scale,
e fare retro marcia con l'auto). Quindi, il consiglio che possiamo dare è che, se non riuscite
ad abituarvi riservatevi la possibilità di tornare alla situazione iniziale, cioè con due paia di
occhiali.
Come abbiamo detto prima, il cristallino è la nostra lente naturale e ha la funzione di
ricevere i raggi luminosi e, grazie alla sua forma sferica, di concentrarli sulla retina, dove si
crea l'immagine di quello che si sta guardando.
Questa funzione non è statica: grazie al muscolo ciliare, il cristallino assume una forma
diversa. Si contrae e cambia spessore e curvatura a secondo di quello che si sta guardando e
quindi dalla distanza dai raggi luminosi. Infatti se stiamo guardando qualcosa di vicino il
cristallino diventa più sferico.
Con l'avanzare dell'età il cristallino perde la sua elasticità, fa più fatica ad assumere la forma
sferica e, quindi, diventa più difficile vedere da vicino: ecco la presbiopia.
La presbiopia non è una menomazione ma ben si una situazione perfettamente fisiologica,
che insorge intorno ai 45-50 anni. Ecco spiegato la tendenza ad allontanare gli oggetti per
vederli meglio, quindi è giunto il momento degli occhiali, e qui possiamo riparlare di lenti
progressive.
Fondamentalmente sono disegnate in modo da avere uno spessore diverso, che varia
gradualmente e progressivamente dalla parte centrale e superiore della lente a quella
inferiore. Grazie a questa variazione, esse simulano la variazione di sfericità del cristallino.
Infatti con queste lenti guardando in basso, i nostri occhi cercano la porzione (gradazione) di
lente con lo spessore più adatto per la messa fuoco dell'oggetto che stiamo guardando.
Le lenti progressive per esercitare la loro funzione, hanno una zona speciale, definita
canale di progressione”. Si chiama così quella porzione centrale della lente in cui l'occhio
scorre dall'alto al basso, e viceversa, cercando la messa a fuoco, per lontano o per vicino o
per zone intermedie a seconda della necessità. Se guardando un oggetto il nostro sguardo
passa attraverso il canale di progressione, la visione sarà buona, perché in quella parte
l'occhio trova il giusto spessore della lente.
Più il canale di progressione è ampio, più è estesa la zona dove l'occhio viene aiutato a
superare il proprio difetto ed è quindi maggiore la comodità e il comfort.
Naturalmente fare delle lenti con un canale di progressione ampio costa parecchio, ed ecco
il perché di tanti produttori che optano per un range più basso, scegliendo le soluzione più
economiche che hanno delle prestazioni limitate, che possono essere alla base di
inconvenienti per il portatore.