LENTI OFTALMICHE

8 Novembre 2008

LENTI PROGRESSIVE

Nel settore oftalmico, il mezzo che più riesce a rendere la visione del presbite vicina a quella del non presbite è la lente progressiva. In queste brevi note si descrivono gli aspetti essenziali di queste lenti, tracciando una panoramica dei soggetti più o meno idonei al loro corretto utilizzo.

 


 

Generalità

Per visione da vicino si intende quella che viene svolta tra i 5 ed i 25 cm.; per tale impegno il nostro sistema visivo deve esercitare una accomodazione. E' evidente che il progredire dell'età, e quindi della presbiopia, limita tali possibilità ed è pertanto necessario apportare, con una lente oftalmica, quanto la modificazione del cristallino non riesce più a dare.

Caratteristiche delle lenti progressive

Le lenti progressive presentano due zone funzionali, una per la visione per lontano (oltre i 5 metri) ed una per quella da vicino (40-33 centimetri); queste due porzioni di lente sono unite da un settore di transizione detto canale di progressione, in cui la potenza della lente cresce dall'alto verso il basso per arrivare al valore del potere per vicino. Questa parte di lente viene utilizzata per la visione a distanze intermedie cioè da 40 cm. A 5 metri. Queste lenti, rispetto ad altre soluzioni ottiche (lenti monofocali, bifocali, trifocali), presentano quindi porzioni di lente tali da consentire la visione nitida a tutte le distanze; oltre a questo pregio, e ad altri di natura ottica, non presentano l'antiestetica linea di separazione presente nelle lenti bifocali e trifocali. Come ogni altra cosa di questo mondo, accanto ai numerosi pregi, presentano certi condizionamenti legati a quelle che vengono chiamate zone non funzionali, cioè le zone periferiche, al canale di progressione, nelle quali la qualità dalla visione non è perfetta a causa delle aberrazioni. Dobbiamo far presente che molte limitazioni sono in fase di soluzione e sempre di più si sta cercando di fare per riuscire a rendere la lente progressiva di facile utilizzo. E' comunque fuori dubbio che tutti i problemi non potranno essere risolti, molto continuerà a dipendere dalla corretta selezione dei pazienti, da un corretto montaggio e centratura di queste lenti, nonché da una corretta informazione di quali sono i passi importanti per il raggiungimento dell'adattamento ed il corretto utilizzo delle lenti.

Indicazioni all'uso di lenti progressive

Molte sono le situazioni nelle quali l'uso delle lenti progressive non è indicato, o comunque richiede particolari attenzioni e lunghi periodi di adattamento; le situazioni meno favorevoli sono:

  • astigmatismi elevati, soprattutto se obliqui,

  • disturbi dell'equilibrio (labirintite, vertigini, stati ipertensivi ed ipotensivi),

  • necessità di un ampio campo di visione, sia nella zona per lontano che per vicino,

  • adattamento all'uso di bifocali o trifocali,

  • ametropi non adatti per ragioni fisiologiche e psicologiche,

  • soggetti che presentano astigmatismi diversi per lontano rispetto a vicino,

  • ametropi con handicap fisici che non riescono a controllare la postura,

  • differenze significative di correzione tra i due occhi,

  • soggetti che mal si adattano ai cambiamenti di prescrizione, se non addirittura alla forma dell'occhiale,

  • diversa addizione nei due occhi.

Va comunque sottolineato che il periodo di adattamento è circa 10/15 giorni, in tale periodo è opportuno regolarsi secondo le indicazioni del professionista; comunque alcune regole guida, per l'utilizzo di tali lenti, possono essere:

  • ruotare la testa anzichè gli occhi per osservare oggetti lateralmente,

  • evitare di reclinare la testa indietro per la visione a distanza e non abbassare la testa per la visione per vicino,

  • abituarsi, per la lettura, a ruotare gli occhi verso il basso più del naturale, ciò al fine di superare il canale di progressione; tale situazione è un limite ineliminabile delle lenti progressive,

  • tollerare nei primi giorni una sensazione di disorientamento spaziale. Tale problema sarà sempre meno avvertito con il passare dei giorni fino a recedere, nella peggiore dell'ipotesi, nel giro di qualche settimana.

Candidati ideali per questo tipo di lenti sono:

  • il giovane presbite che lamenta i primi problemi per la visione prossima,

  • i miopi non elevati, non abituati a togliersi gli occhiali per vicino,

  • l'afachico corretto con lenti a contatto o lo pseudo fachico,

  • i soggetti che per motivi estetici non accettano il bifocale,

  • i soggetti con necessità visive a medie distanze (50/90 cm).

Conclusioni

La percentuale di successi ottenuti con l'uso di queste lenti è andata sempre più aumentando nel corso degli anni, al punto da poter considerare questo ausilio visivo una realtà ormai irrinunciabile per i presbiti che ne fanno uso. Viene spontanea la domanda se, dal punto di vista tecnico, ancora qualcosa potrà essere fatto per renderle di più facile utilizzo. La risposta è affermativa, lo sviluppo tecnologico ha permesso non solo di ottimizzare la superficie anteriore della lente (la superficie progressiva), ma anche quella posteriore. Realtà sono inoltre lenti progressive realizzate con materiali fotocromatici o in policarbonato. Sarà sicuramente dell'immediato futuro la lente che verrà ottimizzata portatore per portatore, cioè una lente personalizzata. Presente è comunque l'ottimizzazione di tutta una serie di sistemi elettronici per il rilevamento dei parametri necessari per il corretto montaggio, l'affidabilità delle mole computerizzate per la lavorazione delle lenti stesse e la loro centratura; ciò comunque non potrà mai far prescindere dalla necessità di una grande conoscenza di queste lenti, da parte del professionista proposto sia alla scelta del tipo più idoneo per quel portatore che al suo montaggio.

LENTI BIFOCALI


 

Le lenti bifocali sono la soluzione ideale per mantenere contemporaneamente una visione nitida da vicino e da lontano. Come si puo notare, le lenti bifocali hanno il vantaggio di mettere a fuoco sia gli oggetti distanti che vicini. Benche le lenti bifocali abbiano vantaggio sulle lenti monofocali, hanno comunque alcuni limiti. Uno dei principali svantaggi nell’utilizzare le lenti bifocali e la linea di demarcazione che separa la percezione da vicino e lontano. Questo e un problema in quanto crea una discontinuità quando si passa dalla percezione da lontano a quella da vicino. Un altro svantaggio delle bifocali e il fenomeno ottico noto come ‘salto’ che si manifesta quando si muovono gli occhi dalla sezione ‘da lontano’ delle lenti, attraverso la demarcazione alla sezione ‘da vicino’. Cio causa delle immagini distorte o dislocate. Un altro limite delle lenti bifocali e l’incapacità, nella maggior parte dei casi, di vedere oggetti a distanza intermedia come il monitor del computer. Come si puo capire, mentre gli oggetti distanti rimangono chiari la visione a distanza intermedia del computer puo rimanere sfuocata. In questo caso, il solo modo per mettere a fuoco lo schermo del computer e quello di utilizzare la sezione bifocale delle lenti e avvicinare la testa al monitor. Muovere costantemente la testa diventa molto scomodo. Specialmente se il lavoro sul computer viene svolto per un periodo di tempo esteso. L’incapacità di mettere a fuoco la visione intermedia è la principale lamentela della maggior parte di coloro che fanno uso di lenti bifocali. E come risultato viene richiesto un diverso tipo di lenti multifocali.

TRATTEMENTO ANTIRIFLESSO

                                        
senza trattamento antiriflesso           con trattamento lesso

Il trattamento antiriflesso viene realizzato su di una lente al fine di ridurre le immagini disturbanti che si formano per riflessione dalle sue superfici.

Le immagini possono essere generate da radiazioni provenienti da sorgenti posizionate:

 a. Dietro la lente e riflesse dalla superficie posteriore.

 b. Dietro la lente che dopo essere state rifratte dalla superficie posteriore, riflesse da quella anteriore e ulteriormente rifratte dalla superficie posteriore, arrivano all'occhio.

 c. Davanti alla lente, ottenute dalla rifrazione sulla superficie anteriore, da due riflessioni (prima sulla superficie posteriore e successivamente su quella anteriore) e dalla ulteriore rifrazione sulla superficie posteriore. Nonostante la loro bassa intensità sono le immagini riflesse più fastidiose.

 d. Davanti alla lente che, dopo averla attraversata, si riflettono sulla cornea e, dopo ulteriore riflessione sulla superficie posteriore della lente arrivano nuovamente a livello oculare, la loro intensità risulta molto ridotta.

e. Davanti alla lente, in questo caso le radiazioni luminose, dopo averla attraversata, si riflettono sulla cornea e, dopo una prima rifrazione sulla superficie posteriore, si riflettono su quella anteriore, arrivando a livello oculare dopo l'ulteriore rifrazione sulla superficie posteriore. Anche questa immagine, simile alla precedente, ha una bassa intensità.

 Il trattamento antiriflesso, anche se multistrato, non può eliminare completamente tutte le lunghezze d'onda riflesse dalla lente ed è per questo motivo che le lenti trattate presentano comunque una colorazione residua. Poiché l'intensità delle immagini riflesse aumenta all'aumentare dell'indice di rifrazione del materiale della lente il trattamento antiriflesso diventa importante al fine di ottenere:

- aumento della brillanza;
- miglior definizione dell'immagine per aumentato contrasto;
- attenuazione delle immagini fantasma riflesse;
- maggior continuità del livello di prestazione in quanto l'attività percettiva è meno disturbata dalle immagini fantasma;
- riduzione degli inestetismi legati alle riflessioni generate dalla superficie anteriore della lente.

Un trattamento antiriflesso è sempre da consigliare ed in particolare nei seguenti casi:

- in lenti di medio e alto potere poiché vengono ridotti gli anelli concentrici dovuti alle riflessioni periferiche;
- per la guida notturna in quanto l'utilizzatore risulta meno disturbato da fanali, lampioni e insegne luminose;
- nelle anisometropie in quanto si attenua il diverso aspetto esteriore tra le due lenti;
- per portatori di lenti con elevati poteri prismatici;
- per operatori di videoterminal

FOTOCROMATISMO E TRATTAMENTO ANTI RAGGI UV


 

Le lenti fotocromatiche, o con trattamento anti raggi uv, contengono un pigmento fotocromatico che attiva – o scurisce – la lente all’esposizione ai raggi ultravioletti (UV) della luce del sole. Quando la luce UV diminuisce, le lenti ritornano allo stato chiaro. Al cambiare delle condizioni di luce all’aperto, il livello di scurimento si adegua, creando il giusto livello di tinta e consentendo alla giusta quantità di luce di raggiungere l’occhio. Questo consente alle lenti fotocromatiche di aiutarti a proteggere i tuoi occhi dalla luce visibile, riducendo il riverbero, diminuendo l’affaticamento oculare e permettendoti di distinguere i contrasti più facilmente.

Per la luce che non puoi vedere, quella ultravioletta, le lenti fotocromatiche ti aiutano a proteggere i tuoi occhi per preservare il benessere visivo a lungo termine. È importante ricordare che, qualunque sia l’aspetto della luce e la sua intensità, le lenti fotocromatiche bloccano costantemente il 100% di raggi nocivi UVA e UVB. In altre parole, le lenti fotocromatiche forniscono una protezione automatica dai raggi UV in qualunque ambiente, proteggendo costantemente gli occhi dalla luce invisibile e offrendo una visione buona e confortevole in quella visibile.


 

Le lenti fotocromatche iniziano a scurirsi appena esposte alla luce UV. Maggiore è l’intensità dei raggi UV, più scure diventano le lenti. Quando i raggi UV non sono più presenti, le lenti iniziano immediatamente a ritornare allo stato chiaro. La maggior parte delle persone che le indossa riferiscono che l’adattamento avviene così velocemente e impercettibilmente che quasi non se ne accorgono. Ma si accorgono sempre del comfort visivo che la lente continua ad offrire in qualunque condizione di luce.

Il riverbero può essere descritto come una “luminosità estrema” dovuta alla presenza di luce visibile in eccesso. Il riverbero può essere distraente e anche pericoloso e può verificarsi giorno e notte in vari modi.

Il riverbero può provocare un disagio agli occhi che provoca affaticamento. In casi estremi, il riverbero può anche provocare una cecità temporanea

Occorre considerare quattro tipi di riverbero:

Riverbero distraente

Il riverbero distraente può essere provocato dalle luci delle automobili o dall’illuminazione urbana notturna. Può anche essere semplicemente una luce riflessa sul lato anteriore delle lenti che non consente agli altri di vedere bene i tuoi occhi. Analogamente, può anche essere dovuto al riflesso posteriore o interno della luce sulle tue lenti, vedrai il riflesso distraente dei tuoi occhi o di oggetti dietro di te nel campo visivo davanti a te. Di conseguenza questo tipo di riverbero può provocare affaticamento oculare, fastidio e distrazione

Riverbero fastidioso

Il riverbero può essere provocato dalle normali condizioni di luce del sole ogni giorno. Secondo la sensibilità individuale alla luce, questo riflesso può essere fastidioso a prescindere dalle condizioni climatiche o dal momento della giornata. Può essere presente a ogni livello di intensità della luce, o quando ci si sposta da una condizione di luce a un’altra. Il riverbero fastidioso spesso provoca il disagio e l’affaticamento degli occhi.

Riverbero invalidante

Questo tipo di riverbero proviene da una luce intensa ed eccessiva e può verificarsi quando ci si trova direttamente davanti al sole. Il riverbero invalidante può bloccare la visione perché la luce intensa può provocare un contrasto significativamente ridotto dell’immagine sulla retina. Gli effetti latenti possono durare anche oltre il periodo di esposizione.

Riverbero riflesso o accecante

È provocato dalla luce riflessa da superfici lisce e luccicanti quali l’acqua, la sabbia o la neve. Può essere abbastanza forte da bloccare la visione. La luce riflessa è polarizzata e richiede lenti polarizzate per essere diminuita in maniera ottimale.

VIDEOTERMINALI

La diffusione dell’utilizzo del personal computer nei luoghi di lavoro e in casa, porta sempre più persone a soffrire di disagi visivi, mal di testa e sensazione di affaticamento dovuti alle ore trascorse davanti al monitor.
Per risolvere questo problema, molto più diffuso di quel che si pensa, si possono utilizzare occhiali specifici per l’utilizzo a videoterminale, ossia dotati di lenti specifiche per questo uso.
Coloro che non presentano difetti visivi, dovrebbero utilizzare lenti antiriflesso, con colorazione degradante, di una tonalità specifica di grigio/azzurro con opportuna micro-correzione diottrica adeguata alla distanza di lavoro. Aumentando il contrasto ed eliminando l’effetto di sfarfallio tipico del monitor, permettono di ridurre notevolmente l’affaticamento visivo

Per coloro che già presentano difetti visivi quali miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia, si possono realizzare lenti specifiche che, ottimizzando la visione da vicino, eliminano anche questi problemi.
In particolare per la correzione della presbiopia si possono realizzare lenti dinamiche che, oltre a migliorare la lettura a monitor, consentono una visione ottimale in un raggio che varia da 33 cm a oltre 1 metro, con un campo visivo molto più ampio rispetto alle normali “lenti da lettura”

MATERIALI PER LA COSTRUZIONE DI LENTI OFTALMICHE

I materiali più usati per costruire le lenti oftalmiche (lenti per occhiali) si possono dividere in 2 grandi categorie:

  • Lenti in vetro minerale
  • Lenti in materiale organico

Lenti in vetro minerale

Le lenti in vetro minerale si suddividono a loro volta in:

  • Lenti in vetro crown 1,5
  • Lenti in vetro crown 1,6

  • Lenti al titanio 1,7

  • Lenti al lantanio 1,8

  • Lenti al lantanio 1,9

Le lenti in vetro crown 1,5 sono, fra quelle in vetro minerale, le più utilizzate per la compensazione di miopie ed ipermetropie leggere. Questo materiale ha indice di rifrazione 1,523 e peso specifico 2,61, ha ottime proprietà ottiche, come ad esempio la bassa dispersione cromatica (Numero di Abbe 58,8), l' elevata trasparenza che può essere ulteriormente esaltata con l' applicazione di un trattamento antiriflesso sulle 2 superfici, al fine di ridurre al minimo i riflessi. E' disponibile colorato o fotocromatico, ha la fragilità propria del vetro.

 Le lenti in vetro crown 1,6 sono utilizzate per la compensazione di miopie ed ipermetropie leggere e medie. Questo materiale ha indice di rifrazione 1,60 peso specifico 2,63 e Numero di Abbe 41,5, ha le medesime caratteristiche del crown 1,5 tranne l' indice di rifrazione che leggermente più alto, ne consegue che a parità delle altre condizioni, lo spessore sarà leggermente inferiore, e la dispersione cromatica leggermente più elevata in quanto inversamente proporzionale al Numero di Abbe.

Le lenti al titanio 1,7 sono più indicate per le miopie medie, elevate ed elevatissime. L' indice di rifrazione è pari a 1,70 e il peso specifico è 3,21. Rispetto al vetro crown, ha una maggiore dispersione cromatica (Numero di Abbe 35 o 40), maggiore riflessione sulle superfici e maggiore fragilità, oltre al peso notevolmente più elevato. Come tutte le lenti in vetro, anche il vetro al titanio, è colorabile. Concludendo, l' unico pregio delle lenti al titanio è l' alto indice e quindi il ridotto spessore al bordo. Su questo tipo di lenti è raccomandato il trattamento antiriflesso.


 Le lenti al lantanio 1,8 e le lenti al lantanio 1,9, presentano proprietà simili alle lenti al titanio 1,7, con l' accentuazione di tutti i difetti del titanio, e con l' unico vantaggio di una maggiore riduzione di spessore dovuta al più alto indice di rifrazione (1,80 per il lantanio 1,8 e 1,89 per il lantanio 1,9). In conclusione, le lenti al lantanio sono indicate nelle miopie elevate ed elevatissime, o in tutti i casi in cui il soggetto vede come assolutamente prioritaria la riduzione di spessore.


 

Lenti in materiale organico

Le lenti in materiale organico sono disponibili in svariati indici di rifrazione che vanno dall' 1,50 del classico materiale organico chiamato CR39, all' 1,67 e all' 1,74 dei relativamente nuovi materiali organici con i quali si ottengono lenti sottili come o più di quelle al titanio, con il grande vantaggio dell'infrangibilità e di una notevole riduzione di peso. Il lato negativo dei materiali organici in genere, è dato dalla scarsa resistenza alle abbrasioni, difetto che comunque è stato attenuato dai nuovi trattamenti indurenti applicati alle superfici, anche in accoppiamento al trattamento antiriflesso multistrato e ad un altro trattamento che ne facilita la pulizia. Comunque è opportuno porre molta attenzione nella pulizia delle lenti organiche, evitando assolutamente di strofinare le superfici se prima non sono state accuratamente lavate in acqua corrente, al fine di rimuovere eventuali particelle abbrasive.


 La dimensione e forma del cerchio della montatura utilizzata rappresenta un altro fattore importante nella determinazione dello spessore delle lenti e quindi del risultato finale. Nella scelta della montatura, a meno che non si tratti di correzioni molto lievi dal punto di vista diottrico, non bisogna tenere conto solo del fattore estetico e di tendenza, ma, quando i valori di miopia, ipermetropia o astigmatismo superano le 2 diottrie, è opportuno scegliere fra montature di dimensioni tanto più contenute quanto maggiore è il grado del difetto visivo e quanto più piccola è la distanza interpupillare del soggetto, tenendo comunque presente che se da un canto la montatura di piccole dimensioni permette di ottenere delle lenti più sottili, il campo visivo risulta inevitabilmente ridotto.

Quanto detto relativamente allo spessore e al peso delle lenti vale oltre che per la miopia, anche per l' ipermetropia e per l' eventuale astigmatismo, soltanto che, mentre per la miopia semplice o associata ad astigmatismo miopico, lo spessore maggiore si presenta nella parte periferica delle lenti, nel caso dell' ipermetropia semplice o associata ad astigmatismo ipermetropico, lo spessore maggiore è al centro.La scelta di una lente può essere influenzata dal tipo di attività, di lavoro o di uso che si intende fare con quell'occhiale.

Lenti in policarbonato

Il Policarbonato nasce come materiale sintetico per l’industria aerospaziale per poi essere utilizzato con grande successo nel settore ottico (lenti protettive e filtri solari per lo sport) grazie alla sicurezza che offre in termini di resistenza alle rotture e scheggiature. Le lenti in policarbonato sono anche apprezzate per la loro leggerezza e sottigliezza, grazie a un indice di rifrazione medio-alto, per la naturale proprietà di protezione dai raggi UV. Si confermano anche come le lenti migliori per bambini e ragazzi, per gli sportivi, nonché per tutti coloro che si espongono ad attività o lavori gravosi