Sono realizzate in vari materiali organici o in policarbonato o resine poliuretaniche. A distanza di anni le nuove tecnologie ne hanno notevolmente migliorato le caratteristiche.
Esse sono costruite attraverso due diversi metodi: per aggiunta delle “molecole fotocromatiche” all’interno del monomero di base o per
trattamento superficiale attraverso il quale le sostanze fotoattive rivestono una superficie della lente. Con il primo metodo le lenti potrebbero cambiare lievemente di colorazione fra centro e bordo in funzione dello spessore, anche se le ultime tecnologie denominate “confined tint” riescono a concentrare le molecole fotocromatiche esclusivamente in uno spessore costante in superficie. Nel secondo caso lo strato fotocromatico può essere realizzato: per “impregnazione termica” in cui lo strato di materiale viene inglobato, sotto l’azione del calore, sulla superficie della lente; con un procedimento a “spin” attraverso il quale lo strato si deposita sulla superficie della lente posta in rotazione. Le caratteristiche delle lenti di ultima generazione sono: una maggiore velocità di scurimento; un assorbimento che può arrivare quasi al 90%; un migliore schiarimento, dallo stato di scurimento massimo la lente torna in tempi sempre più brevi a una trasmittanza elevata; una minor
dipendenza dalla temperatura; una tinta assolutamente neutra allo stato chiaro; la possibilità di reagire e quindi scurirsi anche all’interno
dell’abitacolo dell’auto. Tutte queste caratteristiche si possono ben visualizzare attraverso i grafici di trasmittanza della lente. In essi si può notare con rapidità i tempi di scuri-schiarimento e le variazioni di assorbimento dovute alle varie temperature.
Fonte: B2eyes.it