
STILL LIFE
La fotografia still life, o natura morta per usare un termine caro ai pittori, che fin dal Rinascimento iniziarono a ritrarre soggetti inanimati, è appunto un genere in cui i soggetti sono le cose, i vegetali o gli animali che hanno la sventura di finire sulle nostre tavole (la fotografia dei cibi o gastronomica), è molto praticata dai professionisti a fini pubblicitari, scientifici, documentaristici e artistici.
Non è invece fra i generi preferiti da fotoamatori e appassionati di fotografia, che da sempre si sentono più attratti dalle istantanee, dai ritratti e dal paesaggio. E' un peccato, perchè da grandi soddisfazioni, è una grande palestra di tecnica compositiva e fotografica, educa il gusto del bello e dell'armonia di forme e sviluppa il senso delle luci-ombre.
CONCETTI FONDAMENTALI
Per iniziare a praticare lo still life, come in qualunque gioco che si rispetti, ci sono delle regole fondamentali da seguire, per evitare di fotografare dei guazzabugli ignobili e irritanti da guardare, sono tre e ognuna altrettanto importante delle altre:
COERENZA DEI SOGGETTI
gli oggetti-soggetti devono avere una coerenza fra loro, di forma, di provenienza, di struttura o di ambito temporale, ad esempio non ha senso fotografare un libro antico, accostandolo al mouse di un computer, ne ha invece fotografarlo insieme a una collezione di vecchie pipe o su uno scrittoio antico.
LUCI ED OMBRE
lo still life comporta l'uso di illuminazione morbida e senza ombre, si può utilizzare la luce di una finestra con uno o più pannelli riflettenti per avere un effetto naturale, oppure usare flash in luce riflessa (mai diretta, i riflessi e le ombre sarebbero devastanti) utilizzando le pareti o il soffitto. In ogni caso il flash principale, va tenuto lontano dalla fotocamera (mai montarlo sulla slitta della fotocamera) e va affiancato da un flash secondario, meno potente, per eliminare zone d'ombra indesiderate e ottenere un'illuminazione più uniforme. Volendo poi "esagerare", si ottengono grandi risultati con più flash e/o pannelli, ma è cosa da fare dopo aver acquisito un buon bagaglio d'esperienza, i professionisti fanno stage di settimane sull'argomento illuminazione.
LO SFONDO
Va creato un contesto alla composizione o al singolo soggetto, che sia non prevaricante, ma capace di valorizzare. Le ombre molto profonde, come sfondo sono l'ideale per soggetti chiari e dai colori scargianti, che in questo modo si stagliano con efficacia. Al contrario soggetti scuri richiedono sfondi chiari o con toni tenui e sfumati. Ad esempio un drappo nero è lo sfondo ideale per un vaso in vetro colmo di girasoli, mentre una collezione di armi da fuoco antiche, sarà valorizzata al massimo da un fondale in velluto rosso.
LA DISPOSIZIONE DEI SOGGETTI
Per cominciare, i primi scatti è bene farli con un soggetto singolo, serve a capire come comporre l'inquadratura, le luci e le ombre. Il classico vaso di fiori o magari un vecchio orsacchiotto di peluche vanno benissimo, conviene comunque usare sempre il cavalletto per comporre con calma ed evitare il vecchio nemico dei fotografi...il micromosso. Disponete il soggetto in vari modi rispetto alla luce, annotando su un taccuino scatto e situazione, per poi capire gli errori e soprattutto rendersi conto dei giochi di luce ed ombre.

Alla fine di questa prima fase propedeutica, potrete passare alle composizioni con più soggetti. Si comincia sistemando l'oggetto più importante della composizione, spostatelo e poi controllatelo nel mirino della fotocamera, fino a che non siete soddisfatti della posizione, delle luci e delle ombre; potete capire quale sarà l'effetto del flash, puntando una normalissima torcia elettrica o un faretto in varie posizioni: su una parete, sul soffitto o su un pannello bianco sistemato in precedenza, i professionisti fanno proprio questo, usano una "luce pilota" per verificare luci e ombre.
Inserite poi l'oggetto successivo, controllando sempre nel mirino ed eventualmente spostandolo, poi ripetete il controllo con la torcia a fare da "luce pilota", e così via fino all'ultimo oggetto della composizione.
Il vostro still life così "nascerà" progressivamente, avrete modo nelle varie fasi di controllare proporzioni, pieni, vuoti, luci e ombre, tenere conto di forme e colori. Gli oggetti dovranno essere complementari (ad esempio bicchieri e bottiglie o i vari pezzi su una scacchiera o arnesi da lavoro... gli esempi possono essere infiniti) ma, cosa più importante, bisogna disporli tenendo conto del punto focale, in modo da non distrarre l'attenzione.

Ad esempio la composizione dei bicchieri e delle bottiglie, è più valida con le bottiglie al centro e un pò arretrate rispetto ai bicchieri, il tocco finale di un apribottiglia in perpendicolare e di fronte a tutta la composizione, guiderà lo sguardo verso gli oggetti soggetti. Se poi si riempiono le bottiglie di acqua colorata, basta utilizzare vari liquidi commestibili, si avranno i magici effetti della luce sui colori translucidi (come tutti i liquidi colorati) e si dovrà tenere conto oltre che di ombre e luci, anche dei contrasti cromatici.
ILLUMINAZIONE DEL SET STILL LIFE
I professionisti impegnati nella pubblicità, nella documentazione e nella pubblicistica in generale, utilizzano ombrelli e pannelli riflettenti, luci diffuse con bank e lampade a luce fredda continua, esposimetri separati per l'esposizione, flash con luce pilota. Il principale obiettivo è illuminare morbidamente, con luce diffusa e senza ombre nette (utili invece come sfondo). Non occorre per questo un costoso flash a torcia da professionista, o altri accessori tipici degli studi fotografici (bank, ombrelli riflettenti e quant'altro), ma solo un cavetto per distanziare il nostro flash dalla fotocamera.
Altro accessorio, di certo dal costo non proibitivo, è il soft-bank da applicare alla parabola flash per ammorbidire e diffondere la luce che altrimenti sarebbe troppo dura e con ombre antiestetiche (è una sorta di schermo bianco translucido che permette di puntare il flash direttamente sul soggetto). Un effetto simile sui flash lo hanno i bouncer, sono delle parabole argentate all'interno, da applicare con velcro al flash e che permettono di sfruttare meglio la riflessione dalla luce flash su pareti e soffitti.

PANNELLI RIFLETTENTI
Un altro alleato prezioso dello still life sono i pannelli riflettenti, sono utilissimi per schiarire le ombre e consentono anche di sfruttare al meglio la luce naturale, non c'è niente di meglio della luce di una finestra, in una bella giornata di sole per creare atmosfere avvolgenti e poetiche, in esterno equilibrano i contrasti di luce. I pannelli riflettenti conon il flash, permettono un controllo più agevole delle ombre, e creano luce riflessa anche dove sarebbe impossibile, per esempio con soffitti molto alti o in ambienti con muri colorati a tinte forti, che introdurrebbero dominanti indesiderate.
Anche per i pannelli riflettenti, vale il discorso della creatività "risparmiosa", nel senso che è sufficiente un pannello di polistirolo, o un semplice drappo bianco, per fare tutto quello che serve al nostro scopo.
.jpg)

IL FLASH COME ILLUMINAZIONE SECONDARIA
L'illuminazione nello still life è fondamentale, al punto che spesso è necessario un secondo flash di schiarita, con il quale compensare l'esposizione nei punti "difficili" o creare effetti di retroilluminazione. Allo scopo sono dedicati i cosiddetti slave, con servoflash che sincronizza il lampo sul flash principale e sono sempre di potenza limitata avendo una funzione di puro supporto al lampeggiatore principale. I più sofisticati con funzioni TTL oltre a non avere bisogno di cavi, fanno parte di un sistema in grado di dialogare in modalità wireless, con la gestione TTL Flash del sistema esposimetrico della fotocamera.

DALLA NATURA MORTA ALLO STILL LIFE
I pittori di nature morte, prediligono soggetti inanimati, ma che hanno in se (e suggeriscono) l'idea della vita: frutta, fiori, tavole imbandite di generi alimentari, vino e cacciagione appaiono in solari composizioni, valorizzati da sapienti luci e ombre.
Lo still life deve molto, come ispirazione artistica e compositiva all'arte in natura morta, con il vantaggio dell'immediatezza. Il fotografo può riprendere la frutta e i fiori prima che avvizziscano, o i cibi prima che siano avariati.
Ciò che conta è curare la luce in funzione di:
struttura superficiale dell'oggetto, una superficie rugosa riflette la luce in modo diverso da una liscia o lucida;
colore del soggetto, se è chiaro proietterà di per se luce, se è scuro creerà zone d'ombra;
composizione del o dei soggetti, se la composizione è estesa e con molti dettagli, occorre una luce diffusa che eviti forti ombre.
Quando invece occorre esaltare un particolare, la fonte di luce o l'eventuale flash devono essere angolati a 45°, questo darà un effetto di plasticità creato dal gioco luci-ombre. Il controllo di tutte queste variabili, non può che essere frutto della sperimentazione e della creatività del fotografo. Ci sono tanti "trucchi" come: anteporre all'obiettivo o al flash della stoffa a trama leggera e magari colorata, usare i filtri colorati sulle parabole del flash, usare la luce naturale del tramonto o dell'aurora (notoriamente calda e radente), l'unico limite è la fantasia e la voglia di provare nuove soluzioni del fotografo. Ma oltre alla luce, anche il punto di ripresa è fondamentale, ad esempio per dare un senso di profondità, è opportuno rialzare il punto di ripresa rispetto al soggetto-composizione, soprattutto se è di tipo geometrico (l'occhio di chi osserva la foto, sarà naturalmente portato a concentrarsi sul soggetto).
Un'altro espediente è usare uno o più oggetti all'estremità del tavolo o in primo piano, a dare graficamente l'idea del centro focale. Comunque ad ogni variazione del punto di ripresa o spostamento del soggetto, è opportuno guardare con calma nel mirino della fotocamera, immaginando cosa penserebbe uno spettatore neutrale osservando la scena.
Prima dell'avvento del computer, lo still life fotografico e creativo veniva realizzato con il fotomontaggio, in pratica si partiva da una prima fotografia, che poi avrebbe fatto da sfondo alla composizione, a questa venivano sovrapposti degli elementi e poi si rifotografava il tutto. Un altro metodo era quello della multiesposizione, bloccando il trascinamento della pellicola, si effettuavano più riprese sullo stesso fotogramma, aggiungendo elementi alla prima fotografia "di sfondo". Ancora oggi soprattutto gli appassionati e i fotoamatori, usano queste tecniche complesse e affascinanti, in grado di creare immagini surreali e piene di simbolismi.
Ora Photoshop e gli altri software grafici, hanno reso lo still life creativo molto "comodo" da realizzare.
Fonte:www.fotografiareflex.net