MEDIO FORMATO E DORSI DIGITALI

4 Novembre 2008

Le fotocamere e la fotografia medio formato, da sempre detengono il primato sul piano della qualità immagine, quella più percettibile per i fotografi e per i loro committenti, che è la stampa o la diapositiva. Un fotogramma da 2,4X3,6 cm (tipico delle fotocamere 35 mm), a parità di dimensione della stampa finale, ha, per una pura questione matematica, bisogno del quadruplo di ingrandimenti, rispetto ai fotogrammi 4,5X6 o 6X6 tipici del medio formato e a ogni ingrandimento la qualità peggiora.
Se poi aggiungiamo che i vari sistemi medio formato possono contare su corredi di ottiche con prestazioni di riferimento assoluto, per scelta strategico-commerciale dei costruttori, ma anche per necessità oggettiva, il quadro è completo.
Ancora oggi i sistemi fotografici medio formato, sono la scelta obbligata per i professionisti dei reportage matrimoniali, negli studi fotografici, nello still life, nella pubblicità, nella documentazione scientifica e d'arte. Sono poi i preferiti per un'elite di fotoamatori-collezionisti, che privilegiano la qualità finale alla maggiore praticità delle reflex 35 mm e che possono permettersi il costo, a volte esorbitante di un corredo 6X6, o semplicemente di una biottica d'epoca come certe Rolleiflex.

Il predominio qualitativo del medio formato, ora che il digitale si è affermato con forza, continua ancora e anzi sembra che i dorsi digitali, siano la naturale evoluzione nel medio formato, con i magazzini pellicola che sempre vengono rimpiazzati da unità a CCD. Tutto questo mentre nel campo delle reflex ex 35 mm e ora DSLR, il passaggio al digitale ancora non è privo di ostacoli, i sensori CCD-CMOS di dimensioni 24X36, sono riservati a poche reflex dai costi stratosferici.

Alcuni dorsi digitale, che arrivano ben a 22 megapixels, possono essere montati su vecchie fotocamere di medio formato. Alcuni dorsi sono operativi esclusivamente se collegati a un PC o MAC, che forniscono l'alimentazione e il supporto ai file immagine, questo li rende adatti a lavorare soprattutto in studio, anche se i portatili attuali, hanno potenza di calcolo, memoria ed energia sufficienti a dare operatività in esterno.
La connessione per i dati, i segnali di controllo e l'alimentazione è fornita da un'interfaccia Firewire, il cui connettore è sul pannello posteriore, su cui sono presenti anche due led, che si illuminano a segnalare connessione e corretta alimentazione. A causa degli elevati consumi, che potrebbero mettere in crisi l'autonomia del computer, è comunque auspicabile l'uso di una unità di alimentazione, con batteria ricaricabile e connessione Firewire integrata.


Nella foto qui sopra vediamo il dorso digitale, di cui abbiamo parlato prima, collegato a una vecchia fotocamera. Il cavo che collega la presa sincro flash dell'obiettivo al dorso, sincronizza il sensore CCD con l'otturatore centrale. Un secondo cavo che può essere connesso con la base-motore della fotocamera, abilita lo scatto direttamente da computer e adiacente al cavo inserito nel dorso sopra.
Secondo alcuni test effettuati da siti specializzati americani, questi dorsi digitali sono caratterizzati da un estrema fedeltà dei colori, con una leggerissima dominante rosa nella resa del magenta, si tratta di un peccato veniale per un'unità, che può a ben diritto essere definita il massimo livello attuale della fotografia digitale. Anche i valori di rapporto segnale-rumore, eccellenti a 100 ISO, rimangono su limiti praticamente impercettibili fino a 400 ISO, tutto questo grazie ai pixel da 9X9 micron e a una componentistica di primordine.

Altri dorsi digitali per medio formato

Oltre ai dorsi digitali descritti prima, viene prodotta una vasta gamma di dorsi digitali, la cui caratteristica comune è quella di essere unità basate su sensori CCD.
Esiste una versione da 16 Mpixel che è compatibile con una vasta gamma di fotocamere medio formato. Questi dorsi per funzionare hanno bisogno, sia per l'alimentazione che per la gestione-memorizzazione dei file immagini, di essere collegati in permanenza con un computer, tramite una porta Firewire. Questo li rende delle unità dedicate ai lavori in studio, o comunque in location non all'aperto.


Nell'immagine sopra una fotocamera medio formato equipaggiata con il dorso da 11 Megapixels e un'integrazione perfetta con la fotocamera. I contatti elettrici del dorso per la gestione dei file e l'alimentazione del dorso, consentono con facilità di passare dalla pellicola al digitale.

Il fuoriclasse da reportage in esterno

Ora parliamo del fuoriclasse da reportage in esterno: è il dorso digitale da 22 Megapixels. Il valore di risoluzione è solo uno dei suoi numeri da riferimento, è da considerare il massimo livello raggiunto dalla fotografia digitale.


Il dorso digitale , qui montato su fotocamera di medio formato, ha il sensora CCD da 22 Mpixel, è un'unità di assoluto riferimento per reportage in esterno. C'è una versione del sensore CCD da 16 Mpixel. Si tratta di uno dorso digitale con identiche caratteristiche, a parte il CCD e anche le fotocamere collegabili sono molte.

Le caratteristiche proprie del medio formato rappresentano pero' anche la causa degli svantaggi che un simile sistema fotografico comporta:

  • Il costo e' elevato. Apparecchi ed obiettivi non sono molto piu' costosi di quanto sarebbe richiesto da un corredo reflex di alto livello.

  • Pesi e ingombri notevoli, accresciuti dal fatto che il cavalletto e' quasi sempre indispensabile;

  • Profondita' di campo critica. Poiche' col crescere della focale la profondita' di campo apparente diminuisce, la questione si fa importante quando dagli obiettivi grandangolari si passa alle focali "normali" o superiori alla normale. La soluzione che consiste nel diaframmare molto comporta tempi di otturazione proporzionalmente piu' lunghi: un problema quando la brezza fa stormire le fronde nel bosco. L'accorgimento ottimale (tipico del medio formato) consiste nel fare ricorso ai movimenti di basculaggio, ma questo richiede una perfetta conoscenza del mezzo e delle sue possibilita' tecniche e non e' sempre facilmente praticabile all'aperto;

  • Gli obiettivi presentano una luminosita' molto ridotta rispetto ai loro equivalenti di piccolo e medio formato: f/5.6 e' gia' considerata un'apertura relativa massima piu' che buona, f/8 e' piu' comune. Questo pone problemi non indifferenti quando si debbono effettuare la messa a fuoco e la composizione dell'immagine attraverso il vetro smerigliato, soprattutto all'aperto e in presenza di forte luminosita' ambientale.

  • La fotografia di animali selvatici nel loro ambiente naturale diventa quasi impossibile, non solo a causa della limitata profondita' di campo, ma anche perche' non e' possibile montare su questi apparecchi obiettivi di focale molto elevata.

Dorsi digitali, ancora un lusso per pochi
Ancora oggi la produzione di sensori CCD è un processo industriale costoso, questo si riflette inevitabilmente sul prezzo di acquisto, se questo concetto è tutt'ora valido per le reflex e le compatte semiprofessionali, a maggior ragione lo è per il digitale nel medio formato, che oltretutto non può contare su numeri in termini di vendite elevati, questo fa dei dorsi per medio formato un affare riservato a pochi privilegiati, quasi esclusivamente professionisti..
Questo articolo infatti voleva più che altro esplorare il mondo del digitale, ai massimi livelli attuali, una sorta di Guiness dei primati della tecnologia digitale. Noi pensiamo che anche questo settore fra qualche anno, come tutti quelli delle nuove tecnologie, subirà un progressivo ridimensionamento dei prezzi, complice il progresso che avanza e il mercato del digitale, che fisiologicamente "uccide" i suoi stessi prodigi.
Rimane il fatto che adesso chi è il fortunato possessore di una fotocamera medio formato non troppo datata, potenzialmente ha il privilegio di affiancare la "tradizionale" pellicola, al digitale sulla stessa fotocamera, cosa quasi impossibile per le reflex 24X36, salvo futuristiche realizzazioni. Questa è un prospettiva allettante, che rende le medio formato delle fotocamere virtualmente esenti dall'obsolescenza tecnologica, in sostanza tante reflex e "melanzane" digitali fra un anno invecchieranno, sulla medio formato basterà cambiare il dorso, o rimontare il magazzino pellicola.


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 

Fonte:www.fotografiareflex.net