
Forse ti sorprenderà sapere che tutte le fotografie che scatti vengono prima catturate in bianco e nero (e in scala di grigio).
Le immagini digitali vengono registrate su un sensore posizionato sul retro della fotocamera. Ciascun pixel (contrazione dell'inglese "picture element") contiene una minuscola fotocellula. Questa risponde alla luce generando una piccola scarica elettrica, proprio come una cella solare. La scarica è proporzionale alla luminosità della luce che colpisce la cellula: più forte è la luce, più grande sarà la scarica
A ogni scarica viene assegnato un numero in base alla potenza. Prendiamo il formato file JPEG a 8 bit come esempio: se la cella non viene raggiunta dalla luce, il numero assegnato è "0" (nero). Se la cella genera la potenza massima, il numero assegnato è il "255" (bianco). Ai valori intermedi vengono assegnati numeri compresi tra "1" e "254" (scale di grigio). I numeri vengono salvati in formato binario sulla scheda di memoria come file immagine.
Il computer legge il file e ricrea l'immagine riproducendo i pixel contrassegnati da "0" come neri, i pixel contrassegnati da "255" come bianchi e tutti gli altri pixel nella sfumatura di grigio appropriata. Tuttavia, i file RAW offrono una gamma superiore di sfumature; un'immagine RAW a 14 bit include valori compresi tra "0" e "16384".
Come viene riprodotto il colore sulle immagini digitali? La fotocellula si limita a registrare la luminosità della luce. Non è sensibile al colore. E qui la cosa si fa interessante.
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In pratica, il sensore viene coperto da un mosaico di filtri colorati, uno per ciascuna fotocellula. I filtri vengono radunati in gruppi di quattro: uno rosso (R), due verdi (G) (dato che l'occhio umano è due volte più sensibile alla luce verde rispetto a quella rossa e blu) e uno blu (B). Le celle rispondono ai componenti rossi, verdi e blu della luce. In questo modo, ciascun gruppo di quattro celle ha a disposizione dati sufficienti per ricreare l'immagine a colori.
Com'è possibile creare immagini a colori realistiche utilizzando soltanto 3 colori?
Tre colori diventano 16 milioni
Rosso, verde e blu sono noti come colori "additivi" e fin dagli albori della fotografia, sono stati utilizzati per creare immagini a colori. Combinando questi colori con intensità diverse, è possibile ottenere oltre 16 milioni di colori (anche se forse non è possibile distinguerli tutti). Il nero è l'assenza dei tre colori base. Il bianco è una combinazione dei tre colori alla massima intensità.
Probabilmente, ti sarai accorto di avere familiarità con immagini composte dai colori rosso, verde e blu. L'acronimo "RGB" (red, green e blue) deriva proprio da questo.
Alcune fotocamere digitali Canon consentono di salvare il file immagine in uno di questi due tipi profili RGB – sRGB o Adobe RGB. Si tratta del cosiddetto "spazio colore". Se non conosci la differenza tra i due, imposta la fotocamera su sRGB.
Rappresentazione dei colori per la stampa
Le stampanti a getto d'inchiostro non possono utilizzare lo standard RGB. Sullo schermo di un computer, l'unione di rosso, verde e blu darebbe origine al bianco. Mescolando un inchiostro rosso a uno verde e a uno blu, otterresti una tonalità di marrone.
Per questo, le stampanti utilizzano lo standard CMYK. Solitamente, la carta per la stampa è bianca, pertanto questo colore viene riprodotto in seguito all'assenza di tutti gli altri. Gli altri colori vengono riprodotti variando i livelli di ciano (C), magenta (M) e giallo (Y). La maggior parte delle stampanti a getto d'inchiostro dispone inoltre di una cartuccia di inchiostro nero (K).
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Ma come avviene la conversione da RGB a CMYK? La risposta si trova nel "driver", ovvero una parte del software che agisce da interfaccia tra il computer e la stampante. Uno dei compiti del driver della stampante consiste proprio nel convertire i colori RGB in colori CMYK.
Il workflow del colore
Attualmente, esiste un modo relativamente semplice per mantenere un flusso di lavoro colore omogeneo e preciso: utilizzare fotocamere, stampanti, inchiostri, carta e software dello stesso produttore. Forse potrà sembrare una semplice strategia pubblicitaria a favore dei prodotti Canon, ma in realtà Canon desidera che tu ottenga i migliori risultati possibili dai tuoidispositivi imaging, pertanto calibra tutti i suoi prodotti affinché funzionino perfettamente insieme. Ecco alcuni consigli.
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* Imposta lo spazio colore sRGB sulla fotocamera (a meno che non lavori per un'agenzia, una tipografia o un editore che richiede espressamente file Adobe RGB).
*Calbira il monitor del tuo computer.
* Utilizzail software Canon in dotazioneper stampare dal computer. Dopo aver apportato le modifiche opportune all'immagine, salva il file come JPEG. Quindi, apri l'applicazione Canon Easy-PhotoPrint fornita in dotazione con la maggior parte delle stampanti ink jet Canon. Questo software semplice da utilizzare, consente di scegliere il formato della carta, il numero di immagini stampate su ogni foglioe il tipo di carta Canon in uso (carta fotografica Pro, lucida, opaca, comune, ecc.). La resa sarà leggermente differente in base al tipo di carta selezionato. Inoltre, l'opzione "Vivid Photo" (Foto brillanti) ti consente di aumentare la saturazione dei colori.
* Con la tua stampante ink jet Canon utilizza cartucce e carta originaliCanon.
Per ulteriori informazioni sulle nozioni fondamentali della gestione del colore, visita CANON iMAGE GATEWAY. Qui troverai una serie di articoli molto utili per imparare ad utilizzare le impostazioni specifiche del tuo driver di stampa al fine di apportare modifiche significative alla qualità dei colori stampati. Fai clic qui per approfondire le tue conoscenze sulla gestione del colore.
Fonte: http://newsletter.canon-europe.com/web/locale/it-it/2010_02/default.aspx