GLOSSARIO

4 Novembre 2008

ASA/ISO

E' la misura della sensibilità di una pellicola. Una volta esistevano la scala ASA (americana) ed i gradi DIN (sistema tedesco). Da alcuni anni, in base ad un accordo internazionale, si è deciso di unificare i due sistemi di misurazione dando vita alla scala ASA/ISO (detta anche semplicemente ISO). In sostanza una pellicola di 100 ISO (100 ASA/ISO) è una pellicola normale di sensibilità media. Di sensibilità doppia o quadrupla rispetto alla prima sono le pellicole che hanno sensibilità di 200 ISO o di 4OO ISO. All'aumento della sensibilità della pellicola corrisponde in genere un'immagine più granulosa. Alla sua diminuzione un'immagine più dettagliata. Con i progressi fatti dalla chimica moderna comunque tali differenze si sono molto assottigliate.

Per quanto riguarda le fotocamere digitali vale la stessa logica. Nella maggior parte di esse esiste infatti la possibilità di regolare gli ISO. Non essendoci qui la pellicola si regola, tramite un apposito comando, la sensibilità del sensore (CCD) e dei circuiti di amplificazione ad esso collegati per adattarli alla quantità di luce esistente nella scena da fotografare.

ABERAZZIONI

Errori ottici di un obiettivo che limitano le sue prestazioni; a causa delle aberrazioni le immagini formate da un obiettivo differiscono un po' dall'aspetto reale del soggetto, di solito per qualche piccolo dettaglio.

ADVANCE PHOTO SYSTEM (APS)

Standard per fotocamere e film che utilizza caricatori di minori dimensioni rispetto al 35mm. con nuove funzioni tra cui il PQI, il caricamento a caduta della pellicola, e la scelta, al momento della ripresa, fra tre formati di immagine. Il negativo sviluppato viene restituito insieme ad un foglio di provini, ideale per scegliere le immagini da far ingrandire, ma questo avviene ormai anche con il tradizionale 35mm.

L'APS si è rivelato un flop. Lanciato infatti con grandi investimenti da un pool di costruttori fotografici con l'intento di sostituire il formato 35mm (che invece al contrario ha avuto incrementi di vendita), l'APS ha costituito una fase di passaggio tra la fotografia tradizionale e quella digitale. Ma non ha incontrato il successo sperato ed è ormai al totale tramonto.

AE (AUTOMATIC EXPOSURE)

Sistema di misurazione esposimetrica automatico.

AF (AUTO FOCUS)

Sistema con il quale l'obiettivo mette a fuoco automaticamente l'immagine (per una prescelta area del soggetto).

AF CONVERTER

Speciale moltiplicatore di focale (di solito 1,6x), da montare tra obiettivo e corpo macchina: consente di poter utilizzare obiettivi non autofocus con una fotocamera autofocus. A volte gli elementi presenti all'interno del converter provvedono anche alla messa a fuoco del soggetto.

AF ILLUMINATORE

Sorgente di raggi infrarossi, presente in flash dedicati o all'interno di alcune fotocamere AF. Viene usato per illuminare il soggetto con dei raggi IR, consentendo così la messa a fuoco al dispositivo AF.

ALETTE MOBILI

Serie di alette metalliche disposte anteriormente intorno a una lampada spot: consentono di controllare l'ampiezza e i limiti del fascio luminoso prodotto dall'illuminatore.

ANELLO ADATTATORE

Sottile anello che adatta il diametro anteriore di un obiettivo all'uso di accessori (filtri, paraluce, ecc.) di differente diametro (maggiore o minore). Oppure, anello per adattare un obiettivo su una fotocamera di differente marca.

ANGOLO DI CAMPO

Angolo formato dall'obiettivo, tra i limiti estremi di una scena. Questo angolo varia con le dimensioni del formato e la lunghezza focale.

AUTO FOCUS SINGOLO CON BLOCCO DELLA MESSA A FUOCO

Premendo il pulsante di scatto a metà corsa, la fotocamera esegue la messa a fuoco e la mantiene bloccata. Ciò consente di ricomporre l'inquadratura conservando invariata la regolazione del fuoco.

AUTO FOCUS SPOT

L'area di rilevazione è concentrata in un ristretto spot al centro del mirino, per un controllo di maggior precisione.

AUTOFOCUS A INSEGUIMENTO (PREDICTIVE)

Riprendendo soggetti in rapido movimento, la fotocamera esegue la messa a fuoco tenendo conto dei tempi di ritardo tra l'azionamento del pulsante di scatto e l'apertura dell'otturatore.

AUTOFOCUS CONTINUO

La fotocamera prosegue nel regolare la messa a fuoco del soggetto in movimento finché si tiene leggermente premuto il pulsante di scatto.

AUTOFOCUS PASSIVO

Sistema che esegue la messa a fuoco dell'obiettivo confrontando il contrasto di diverse aree della scena. Efficace anche con soggetti fuori centro.

AUTOMATISMO A PRIORITÀ DI DIAFRAMMI

Con questo tipo di automatismo è possibile impostare un dato valore di diaframma sull'obiettivo, mentre la fotocamera fornirà un appropriato tempo d'otturazione. L'esposizione corretta viene automaticamente determinata dall'esposimetro interno della fotocamera.

AUTOMATISMO A PRIORITÀ DI TEMPI

Utilizzando questo automatismo, il fotografo sceglie il tempo d'otturazione mentre la fotocamera imposta automaticamente il valore di diaframma, in funzione della lettura della luce effettuata dall'esposimetro interno della fotocamera.

AUTOSCATTO

Ritarda l'esposizione di circa 10 secondi, per dar tempo al fotografo di entrare nell'inquadratura.

AUTOSCATTO A DISTANZA

Azionamento dell'autoscatto tramite telecomando. Possono funzionare con sistemi di raggi infrarossi o tramite onde radio.

BILANCIAMENTO DEL BIANCO

Nelle fotocamere digitali è necessario 'adattare' il sensore della fotocamera al tipo di luce in cui viene ripresa l'immagine, per riprodurre più fedelmente le tonalità cromatiche della scena. Di solito questa operazione viene compiuta in modo automatico. Alcune macchine digitali hanno però la possibilità di regolare il bilanciamento del bianco anche manualmente per una resa migliore o per ottenere effetti particolari.

BLOCCO AE

Memorizza i dati rilevati prima della ripresa, e consente di variare l'inquadratura dopo la misurazione, mantenendo inalterato il valore di esposizione.

BLOCCO AUTOFOCUS

Consente di mettere a fuoco un punto preciso dell'immagine spostando poi l'inquadratura senza che cambi la messa a fuoco. Su molte fotocamere è possibile premendo a metà corsa il pulsante di scatto.

BRACKET

Realizzazione di diversi scatti dello stesso soggetto variando l'esposizione.

CAVETTO SINCRO

Cavetto utilizzato per collegare il flash elettronico all'otturatore e per sincronizzare il funzionamento del flash con l'apertura dell'otturatore stesso.

CCD

Circuito integrato (chip) sensibile alla luce e utilizzato per trasformare le immagini ottiche in una serie di dati elettronici, registrabili in forma analogica oppure digitale.

In pratica si trovano al posto della pellicola delle macchine fotografiche tradizionali.

CERCHIO DI CONFUSIONE

Dischi di luce che realizzano l'immagine formata da un obiettivo, a partire da ciascun punto di luce del soggetto. Tanto più piccoli sono questi punti e tanto più nitida sarà l'immagine.

CMOS

Si tratta di un altro tipo di sensore. Mentre i primi tipi avevano prestazioni inferiori al CCD oggi si pareggino ed a volte sono addirittura superiori.

COLORE SATURO

Colore puro e saturo: non contaminato dal bianco, grigio o altri colori.

COLORI COMPLEMENTARI

Quando uno dei tre colori primari (rosso, verde, blu) viene sottratto dalla luce bianca, si ottiene un complementare (cyan, magenta o giallo). I colori complementari sono chiamati anche "sottrattivi primari", oppure "colori secondari".

COMANDO A DISTANZA

Permette di attivare l'otturatore della fotocamera a distanza, con un'emissione infrarossa o un segnale elettrico via cavo.

COMPENSAZIONE DELL'ESPOSIZIONE

Permette all'utilizzatore di variare i valori rilevati dal sistema esposimetrico in funzione di un determinato risultato. Nelle riprese in controluce con esposizione automatica, ad esempio di una persona con una finestra alle spalle, l'esposizione può essere incrementata per una miglior resa dei dettagli nelle ombre, senza far uso del flash di schiarimento. Questa modalità in sostanza permette al fotografo di 'ingannare' l'esposimetro della fotocamera obbligandolo a sovraesporre o a sottoesporre per schiarire le zone meno illuminate dell'immagine.
 

COMPENSAZIONE DELL'ESPOSIZIONE FLASH

Permette di variare l'intensità di emissione del lampo senza intervenire su tempo o diaframma.
 

CONDENSATORE

Lente semplice utilizzata per concentrare e dirigere la luce emessa da una sorgente luminosa, come, per esempio, un proiettore o un ingranditore.
 

DIAFRAMMA

E' un meccanismo a lamelle all'interno dell'obiettivo la cui maggiore o minore apertura controlla la quantità di luce che raggiunge il sensore. Si misura in f/stop.
 

ED

Lenti in vetro a bassissimo indice di dispersione. Rispetto a quelle convenzionali, hanno un indice di rifrazione più basso, una minor dispersione dei colori e compensano in modo ottimale l'aberrazione cromatica. Tutto questo si traduce in una maggiore nitidezza dell'immagine.

ESPOSIZIONE AUTOMATICA

La fotocamera rileva la luminosità della scena e imposta una combinazione tempo/diaframma appropriata per ottenere un'immagine correttamete esposta.

ESPOSIZIONE AUTOMATICA A PRIORITÀ DEI DIAFRAMMI

Il fotografo imposta il diaframma e la fotocamera abbina automaticamente il corretto tempo di posa. Permette di controllare l'estensione della profondità di campo nelle immagini di paesaggio e ritratto, nelle riprese a distanza ravvicinata, ecc.

ESPOSIZIONE AUTOMATICA A PRIORITÀ DEI TEMPI

II fotografo seleziona il tempo di posa preferito, e la fotocamera regola automaticamente la corrispondente apertura di diaframma.
 

ESPOSIONE AUTOMATICA PROGRAMMATA

La fotocamera seleziona automaticamente la miglior combinazione tempo/diaframma in base ad una linea di programma predeterminata.
 

ESPOSIZIONE MANUALE CON MISURAZIONE

II fotografo può regolare manualmente tempo e diaframma in base alla misurazione esposimetrica della fotocamera.

FLASH AUTO ZOOM

L'angolo di emissione del lampo si regola automaticamente in base alla focale zoom selezionata, per assicurare una corretta copertura del campo ripreso.

FLASH CON RIDUZIONE OCCHI-ROSSI

Minimizza, tramite l'emissione di un pre-lampo o di un raggio luminoso prima dell'esposizione, la comparsa dell'effetto occhi-rossi nei ritratti flash in luce ambiente debole.
 

FLASH FILL-IN AUTOMATICO

In una scena in controluce, il flash lampeggia automaticamente a intensità ridotta per ottenere lo schiarimento delle ombre.

FLASH INTELLIGENTE

Consente di fronteggiare situazioni di luce critica, grazie ad un lampo perfettamente bilanciato per lo schiarimento delle ombre.

FLASH TTL PROGRAMMATO

Si avvale della misurazione attraverso l'obiettivo (TTL) per interrompere l'emissione del lampo non appena i circuiti della fotocamera valutano la sua intensità sufficiente per un'illuminazione cunetta.

FOCALE FISSA

Qualsiasi ottica con lunghezza focale predeterminata e non variabile.
 

FORMATI DI IMMAGINE

Nelle fotocamere digitali che non usano pellicola il 'formato' è determinato dalla grandezza del CCD (l'elemento sensibile) e dal numero di pixel che vanno a comporrre l'immagine.
 

FUNZIONE AUTO-MACRO

La messa a fuoco ravvicinata è disponibile lungo l'intero arco di escursione zoom, per una più accurata scelta dell'inquadratura nelle riprese a breve distanza.
 

FUOCO FISSO

Un obiettivo studiato per fornire un'elevata profondità di campo, con una nitidezza estesa da circa 1.5m a infinito.
 

GRANDANGOLO

Obiettivo a focale fissa di lunghezza inferiore a quella standard. Offre un angolo di campo più ampio, cioè include nell'inquadratura una porzione maggiore della scena ritratta, facendo apparire gli oggetti più lontani.

ILLUMINATORE DI ASSISTENZA AF

Emette dal flash incorporato un fascio di raggi infrarossi, che consentono la messa a fuoco automatica in condizioni di luce ambiente o contrasto sfavorevoli.
 

ILLUMINAZIONE AUTOMATICA DEL DISPLAY

Vuole dire che iI display LCD (a cristalli liquidi) si illumina automaticamente in condizioni di luce ambiente debole.
 

LENTE ASFERICA

Riduce drasticamente l'aberrazione sferica che spesso affligge gli obiettivi (in particolare i grandangolari) di elevata luminosità. Minimizza inoltre il coma e la distorsione, incrementando la qualità di immagine generale.
 

LUNGHEZZA FOCALE

II potere di ingrandimento di un obiettivo o di una lente. Maggiore è la focale, più elevato è l'ingrandimento e minore è l'angolo visivo. Gli obiettivi di corta focale (grandangolari) offrono un'ampia area di visione, ma fanno apparire gli oggetti più lontani.
 

MACRO

Di solito un obiettivo fotografico ha una possibilità di mettere a fuoco ad una distanza variabile tra il metro ed una cinquantina di centimetri. Gli obiettivi macro sono invece progettati per poter mettere a fuoco anche molto più vicino, a pochissimi centimetri, per consentire la ripresa di spettacolari ingrandimenti anche dei soggetti più minuti.
 

MIRINO ZOOM A IMMAGINE REALE

II mirino si regola in base all'impostazione dello zoom, mostrando il campo effettivamente ripreso dall'obiettivo.
 

MISURAZIONE MEDIA-PONDERATA

La misurazione viene effettuata sull'intera scena, ma conferendo maggior importanza alla porzione centrale dell'inquadratura.
 

MISURAZIONE MULTI-ZONA

Determina l'esposizione più appropriata elaborando i dati di luminosità rilevati in aree separate dell'inquadratura e compensa automaticamente le situazioni di luce più complesse.

MISURAZIONE SPOT

Legge una porzione molto ristretta al centro del campo inquadrato, per una valuta-zione selettiva. Particolarmente utile per un'accurata misurazione nelle situazioni di luce più complesse.

MODO HYPER MANUAL

Con la pressione del pulsante IF, la fotocamera seleziona i dati di esposizione corretta. Il fotografo può poi regolare a suo piacimento il tempo, il diaframma o entrambi, per dar vita all'effetto desiderato.

MODO HYPER PROGRAM

Dopo aver selezionato automaticamente la combinazione tempo/diaframma più appropriata, l'Hyper Program consente di intervenire sull'uno o sull'altro parametro conservando l'esposizione corretta. Per ottenere le impostazioni ottimali in funzione dell'obiettivo in uso e del risultato cercato, si può selezionare una linea di programma specifica, scegliendo tra Normal, High Speed (tempi veloci), Depth (massima estensione della nitidezza) e MTF (Funzione di Trasferimento del Contrasto - seleziona l'apertura di diaframma che assicura la miglior resa dell'obiettivo).

MODO INFINITO/PAESAGGI

Nella macchine AF Autofocus blocca la messa a fuoco su infinito per riprese attraverso vetri reti e finestrini di veicoli.
 

MODO PANORAMA

Realizza un'immagine estesa in larghezza, tramite una mascheratura dei lati alto e basso del fotogramma. Ideale per scene di paesaggio e foto di gruppi.
 

MODO SMART PICTURE

Seleziona automaticamente la modalità di esposizione che più si adatta alle condizioni del soggetto (distanza, movimento) e alla focale in uso.
 

OBIETTIVO STANDARD

Un'ottica caratterizzata da un angolo di campo e da una prospettiva molto simili a quelli dell'occhio umano.
 

OTTURATORE

E' il dispositivo che determina la durata di esposizione del fotogramma alla luce. Tale durata viene abitualmente misurata in frazioni di secondo, come 1/30, 1/125 o 1/2000.
 

POWER ZOOM

Obiettivo zoom a traslazione motorizzata, alimentata dalle batterie del corpo camera. Mette a disposizione diverse modalità esclusive, come lo Zoom Clip, l'Image Size Tracking e l'Effetto Zoom.
 

PREVISUALIZZAZIONE DELLA PROFONDITÀ DI CAMPO

Consente al fotografo di valutare visivamente l'estensione del campo nitido, con il diaframma chiuso al valore effettivo.
 

PRIORITÀ DI DIAFRAMMI

Consente al fotografo di impostare manualmente il diaframma, mentre la macchina fotografica calcola il tempo di scatto per una corretta esposizione della fotografia sulla base delle indicazioni dell'esposimetro.
 

PRIORITÀ DI TEMPI

E' il contrario della precedente: il fotografo imposta il tempo di scatto, l'esposimetro della fotocamera regola il diaframma per ottenere una buona esposizione della fotografia.
 

PROFONDITÀ DI CAMPO

Si definisce profondità di campo l'area nella quale un obiettivo è capace di formare un'immagine nitida. L'estensione della profondità di campo varia in base alla lunghezza focale dell'obiettivo ed alla apertura del diaframma. Essa è inversamente proporzionale al diaframma. Più il diaframma di un obiettivo sarà aperto meno sarà estesa la profondità di campo. Chiudendo maggiormene il diaframma la profondità di campo, cioè l'area nitida dell'immagine, al contrario aumenterà.
 

PROIEZIONE ARRETRATA (HIGH EYEPOINT)

Caratteristica di un mirino che permette di vedere l'intero campo inquadrato anche indossando gli occhiali e tenendo l'occhio ad una certa distanza dall'oculare.
 

RIENTRO AUTOMATICO DELL'OBIETTIVO

Funzione che ritrae l'obiettivo in posizione di riposo all'interno del corpo camera dopo un periodo di non utilizzo, a scopo protettivo. Si usa soprattutto per ridurre le dimensioni degli zoom nelle fotocamere compatte quando la macchina fotografica non è in uso.
 

SENSIBILITÀ

E' la capacità del sensore nelle digitali, di catturare la luce. La sensibilità si esprime in ISO.
 

SEQUENZA CONTINUA

L'otturatore scatta fotogrammi a raffica finché il pulsante di scatto viene mantenuto premuto. Ideale per la fotografia d'azione e di eventi sportivi.
 

SINCRO FLASH

Modo per sincronizzare automaticamente l'emissione flash con lo scatto dell'otturatore.
 

SINCRO FLASH A TEMPI LENTI (SLOW SYNC)

Abbina l'emissione lampo ad un'esposizione prolungata per una resa più corretta delle luci sullo sfondo.
 

SINCRO FLASH SULLA SECONDA TENDINA

II lampo viene emesso al termine dell'esposizione, conferendo un effetto "scia" a tutti i soggetti in movimento.
 

SLR

Single Lens Reflex, fotocamera reflex monoculare.
 

SPEGNIMENTO AUTOMATICO

Disattiva la fotocamera dopo alcuni minuti di non uso.
 

TELEOBIETTIVO

Obiettivo a focale fissa di lunghezza superiore a quella standard. Avvicina i soggetti lontani e fornisce un angolo visivo ridotto, "chiudendo" l'inquadratura.
 

TTL

(dall'inglese 'Through The Lens' = attraverso le lenti)

E' la sigla che definisce la lettura esposimetrica effettuata attraverso le lenti dell'obiettivo. Mentre una volta la cellula dell'esposimetro era separata dall'obiettivo e leggeva la luce dall'esterno di esso, oggi la stragrande maggioranza delle macchine fotografiche effettua invece una lettura esposimetrica TTL.

In sostanza la cellula dell'esposimetro, che misura la luce della scena inquadrata, è posta proprio dietro l'obiettivo e riesce in tal modo a leggere con precisione la luce che attraversa le lenti.
 

UV

Ultra violetto. Radiazioni a lunghezza d'onda inferiore a 390 millimicron.
 

VALORE MASSIMO DI APERTURA

Diaframma più aperto (valore numerico di diaframma più basso) caratteristico di un obiettivo.
 

VALORI DI DIAFRAMMA

Sequenza internazionale di numeri che esprimono l'apertura relativa, cioè la lunghezza focale dell'obiettivo divisa per l'effettivo diametro dell'apertura. Ciascun cambiamento del valore del diaframma dimezza o raddoppia la luminosità dell'immagine (cioè la quantità di luce che attraversa l'obiettivo).
 

X FLASH ELETTRONICO

Indice presente sulle fotocamere e sugli otturatori per la sincronizzazione con il flash elettronico.
 

ZOOM

Obiettivo di lunghezza focale a variazione continua, entro un campo di escursione prestabilito ad es. 28-80mm, 38-70mm, 35-80mm, 38-140mm, 48-200mm, 80-320mm, 250-500mm.
 

ZOOM DIGITALE

Nelle fotocamere digitali serve ad isolare una parte dell'immagine e ad ingrandirla elettronicamente. Non trattandosi di un ingrandimento ottico (cioè con le lenti dell'obiettivo) ma solo elettronico, la perdita di qualità dell'immagine è notevole.


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 

Fonte:www.fotochepassione.com