FOTOGRAFIA SPORTIVA

24 Ottobre 2008

FOTOGRAFIA SPORTIVA

La fotografia sportiva, ed in generale la fotografia d'azione, è tutta basata sul tempismo. Occorre reattività, essere al posto giusto al momento giusto, occorre un'esecuzione sicura e precisa, non c'è tempo per i ripensamenti. Queste sono le qualità richieste all'atleta, ma anche al fotografo, e ogni sport ha le sue peculiarità ed i suoi momenti imprevedibili.
Conoscere bene uno sport e le sue regole è indispensabile per poter prevedere l'azione e premere il pulsante dell'otturatore al momento giusto. Tra i fotografi sportivi circola il detto "se vedi l'azione vuol dire che l'hai persa". Ciò significa che se per scattare aspetti che l'attaccante colpisca il pallone di testa, facilmente il pallone sarà già uscito dell'inquadratura al momento della ripresa. C'è sempre un tempo morto fra il momento in cui la scena colpisce la nostra retina ed il momento in cui il diaframma della camera si chiude. Solo l'esperienza ci dirà quanto dura questo tempo e come dobbiamo gestirlo.

Il punto di ripresa

Come per ogni altro soggetto o altra situazione, avvicinarsi quanto più possibile all'azione sportiva da riprendere è quasi un obbligo. Purtroppo, o talvolta per fortuna, ai fotografi sportivi accreditati sono riservate alcune aree dove possono piazzare la loro attrezzatura.
Al resto dei fotografi amatoriali non resta che cercare di guadagnare un posto nelle prime file, vicino al centro del terreno di gioco, comunque vicino a dove si svolgono le azioni più spettacolari. Naturalmente possiamo aspettarci di dover competere per i posti migliori con una quantità di altri fotografi, ma anche questo fa parte del gioco.
Nella scelta del posto, dobbiamo tenere presente non solo le riprese dei giocatori ma anche del pubblico. Normalmente si cerca di isolare il soggetto principale dalla sfondo, però nel caso delle foto sportive lo sfondo è sempre presente e talvolta può diventare parte attiva in una particolare scena. Per questi motivi la scelta del punto di ripresa diventa fondamentale per ottenere foto significative.

L'attrezzatura

Il famoso detto "Non è la camera che fa le foto, ma il fotografo" è sempre valido, ma nel caso della fotografia d'azione usare un corredo non adatto significa non riuscire ad ottenere i risultati sperati. Per ogni sport è richiesta una particolare lunghezza focale. Per esempio, per riprendere scene di basket, generalmente ci si posiziona a bordo campo vicino al canestro o dietro la linea di fondo e si usa un 85mm, ma se l'azione si svolge a centro campo dovremo usare un 135mm. Nel caso del calcio le distanze aumentano, così per catturare un dribbling oltre metà campo diventa necessario usare un obiettivo da 300-400mm per riempire la scena con i giocatori.

Perciò se si sta scattando una scena di calcio dalla posizione di tre quarti campo, con un obiettivo da 300mm potremo scattare buone immagini di un'azione che si svolge nei pressi dell'area opposta. Ma se l'azione si sposta molto rapidamente verso di noi, dovremo altrettanto rapidamente passare ad una focale minore. Per questo motivo i fotografi professionisti portano con sè almeno due camere con due diverse focali pronte all'uso.
Altro fattore critico è l'apertura dell'obiettivo. Una maggiore apertura significa che potremo usare una maggiore velocità dell'otturatore, tanto più importante quanto più lunga sarà la focale impiegata. Dovendo riprendere azioni molto veloci, dovremo usare la massima velocità di scatto possibile per congelare l'azione.
In condizione difficili diventa necessario usare obiettivi molto veloci, con aperture F2.8 o anche maggiori. Questi obiettivi sono assai costosi e anche molto pesanti e ingombranti.
In alcuni sport, come l'atletica e altri, è vietato l'uso del flash che potrebbe disturbare gli atleti. E' sempre consigliabile parlare con un responsabile (arbitri, allenatori, dirigenti) prima di usare il flash.
Data la difficoltà di catturare nel momento esatto azioni molto rapide, è importante disporre di una fotocamera che consenta le riprese a raffica. Successivamente in fase di editing avremo tutto il tempo per esaminare le immagini e tenere solo le migliori.
Un altro esempio di attrezzatura utilizzata dai professionisti è il telecomando per azionate la fotocamera a distanza. Nei casi in cui sia impossibile raggiungere fisicamente una buona posizione di ripresa (motivi di sicurezza o altro), alcuni fotografi cercano di piazzare la camera nel punto desiderato per poi azionarla a distanza con un telecomando. Per esempio, negli ippodromi riuscire a posizionare una camera a bordo pista consentirebbe di ottenere immagini eccellenti da un punto di ripresa inusuale.


 

Profondità di campo - Isolare il soggetto

Quasi tutte le più belle foto sportive sono state scattate con la massima apertura del diaframma, cosa che permette di ottenere due importanti benefici. Prima di tutto, come già accennato, per catturare soggetti in rapido movimento dobbiamo utilizzare la massima velocità dell'otturatore, e quindi dobbiamo utilizzare la massima apertura. Come secondo beneficio, una grande apertura ci permette di isolare il soggetto dallo sfondo. Più aumenta l'apertura, più diminuisce la profondità di campo, e questo effetto diventa ancora più evidente con l'aumento della lunghezza focale. E più il soggetto è lontano dallo sfondo, più sfocato questo risulterà.
Ridurre l'impatto visivo dello sfondo è quasi sempre importante per mantenere il soggetto in piena evidenza, per le foto sportive come in molti altri casi. Quando si fotografa in studio, o si riprende un paesaggio, si ha tutto il tempo per scegliere le impostazioni adatte e fare anche delle prove, mentre invece fotografare l'azione veloce e improvvisa significa reagire istantaneamente e accettare lo sfondo così com'è.


 

Quando si fanno foto sportive, specialmente foto di calcio, occorre tenere presente che una azione che si svolge lontano dal fotografo sarà facilmente anche vicina allo sfondo delle gradinate opposte. Così se vogliamo riprendere i giocatori, ci ritroveremo ben evidenti nella foto anche panchine, pali, insegne, cartelloni pubblicitari, gradinate piene di spettatori. Anche con il diaframma tutto aperto gli elementi dello sfondo saranno troppo evidenti. In questi casi, che fare? Se l'azione è di quelle che non si possono perdere, scattiamo e vedremo poi in fase di post-produzione se e come possiamo isolare meglio i nostri soggetti.

Le facce

Il volto dell'atleta è l'origine principale delle emozioni trasmesse da una foto, e le emozioni sono l'ingrediente primario per confezionare una bella foto sportiva. Semplicemente non vale la pena di sprecare tempo per una ripresa di spalle, a meno che non si veda almeno parte della faccia. E questo ci riporta a quanto si diceva nel paragrafo sul punto di ripresa: per ogni tipo di sport, scegli sempre il punto da cui si possono catturare le azioni principali di fronte o almeno di fianco ai giocatori.
Naturalmente quando si tratta di sport motoristici, o di scherma, le cose cambiano. Attraverso caschi o protezioni varie risulta praticamente impossibile vedere il viso dell'atleta, ma se si riuscisse a intravvedere gli occhi del pilota di moto GP attraverso la visiera, sarebbe una fantastica occasione da non perdere. E' nei dettagli come questi che si vede la bravura di un fotografo.

Verticale o orizzontale

La fotocamera può essere usata nella posizione tradizionale, cioè con la base parallela al terreno, e in questo caso si parla di taglio orizzontale o formato panorama, oppure con la base perpendicolare al terreno, nel qual caso si parla di taglio verticale o formato ritratto.
Le persone sono più alte che larghe, quindi se si riprende un singolo giocatore è meglio tenere la camera verticale per riempire meglio la nostra foto, mentre invece se vogliamo riprendere una azione di gruppo, il taglio orizzontale è preferibile. Non c'è una regola fissa, sta alla sensibilità del fotografo decidere. Viene spontaneo scattare verticale per catturare due calciatori che saltano insieme per colpire la palla di testa, ma ovviamente sceglieremo il taglio orizzontale se stiamo riprendendo una gara automobilistica, cercando di comprendere nella stessa foto l'auto di testa in primo piano, altre vetture in secondo piano, e possibilmente parte del pubblico o dell'ambiente circostante.Se si desidera enfatizzare un'azione individuale si dovrebbe usare il taglio verticale. Però vi sono anche le scene di competizione di gruppo, come un placcaggio nell'hockey o un centravanti contrastato dalla difesa avversaria. Per includere tutte queste persone in una foto occorre scattare in orizzontale. E' una decisione da prendere all'istante, quasi automaticamente, con la stessa velocità con cui si svolgono le azioni sul campo.

Regola dei terzi

E' una delle sacre regole della fotografia in generale. Se si divide la scena con due linee orizzontali e due verticali, si deve cercare di piazzare il soggetto nei punti di intersezione per ottenere una foto più interessante. Questo comporta qualche difficoltà con le camere compatte che usano un solo sensore dell'autofocus al centro dell'immagine. Le camere più evolute invece impostano il fuoco controllando da tre a nove punti di tutta scena.


 

La regola dei terzi si applica egregiamente anche alla fotografia sportiva. Se stai inquadrando dei giocatori di calcio in corsa da sinistra verso destra, lascia più spazio a destra. Sarebbe abbastanza strano vedere in una foto i giocatori che abbandonano la scena lasciando il vuoto dietro. Anche se il taglio è verticale, cerca di rispettare la regola dei terzi e lascia più spazio nella direzione in cui si dirige il soggetto.

Stampare le foto

Se si usa una camera compatta, facilmente quello che si vede nel mirino o nel monitor non è esattamente quello che compare nell'immagine. Occorre tenere ben presente questo fatto al momento di comporre la foto, altrimenti si corre il rischio di ritrovarci con fotografie di calciatori senza piedi o con mezzo pallone, specialmente se si ricorre ad un servizio di stampa esterno. Infatti è pratica comune per i laboratori di stampa di ingrandire leggermente e ritagliare le immagini per adattarle al formato di stampa. Al momento di inquadrare una scena, è prudente non riempire completamente il fotogramma ma lasciare un po' di spazio in alto e in basso.
Chi invece si stampa le foto con la sua stampante ha la possibilità di controllare esattamente in anteprima cosa apparirà sulla carta. I servizi di stampa, specialmente quelli automatici a basso costo, non operano alcun tipo di controllo preventivo sulle immagini da stampare.

Quale sport

Ogni sport ha le sue caratteristiche peculiari, quindi conoscere a fondo uno sport ci permette di prevedere gli eventi, preparare in anticipo la camera e spostarci nel punto giusto, se possibile. E' importante non avere fretta, non sentirsi sotto pressione, osservare attentamente il gioco, specialmente se dobbiamo riprendere uno sport che non conosciamo bene.
Altrettanto importante è conoscere i singoli giocatori e le loro caratteristiche atletiche, ma anche il loro carattere, le abitudini, perfino i lori tic nervosi. Sotto intensa pressione agonistica ogni giocatore reagisce in modo diverso, e catturarne l'espressione e l'atteggiamento nel momento topico dell'azione di gioco è esattamente ciò che distingue una grande foto da una foto comune.

Basket

Tutto sommato, il basket è abbastanza facile da fotografare. Le azioni si svolgono entro un rettangolo di 28 x 15 metri, con due canestri verso i quali convergono le azioni di gioco più spettacolari. Basta posizionarsi nei pressi di un canestro, regolare il fuoco sulla rete e aspettare che il gioco arrivi. Naturalmente non è tutto così semplice, spostandoci verso la metà dell'area di gioco cercheremo di catturare azioni di dribbling, salti, passaggi, difese ecc.
Anche con focali limitate si possono catturare ottime immagini dei giocatori, date le distanze relativamente brevi.


 

Calcio e Hockey

Dal punto di vista fotografico hockey e calcio sono molto simili, sia per le distanze da coprire sia per i repentini cambiamenti di direzione che il gioco comporta. In queste condizioni l'autofocus diventa una necessità perché l'automatismo riesce ad adattarsi meglio e più velocemente di quanto potremmo fare noi manualmente.
Questi due sport richiedono l'uso di un obiettivo lungo, tipicamente un 400mm, ma molti professionisti si portano almeno una seconda camera con zoom 80-200mm, per essere pronti a catturare le azioni migliori in ogni situazione. La posizione preferita è dietro o nei pressi delle reti.
Il calcio si presta ottimamente per catturare foto piene di dinamismo, come un dribbling, due giocatori che si contendono un colpo di testa, una parata, o l'atmosfera drammatica di un calcio di rigore. Fra queste azioni la più difficile da catturare è il colpo di testa che richiede un perfetto tempismo. Il pallone sparisce dalla scena in un millisecondo, riuscire a riprenderlo richiede una buona dose di esperienza.


 

L'hockey, simile al calcio per le dinamiche del gioco, ha il vantaggio di essere giocato su un'area più contenuta, che può essere coperta con un obiettivo da 80-200mm. Vi sono anche alcuni svantaggi, come la presenza di barriere trasparenti che limitano l'angolo di ripresa. Inoltre la superficie riflettente del ghiaccio inganna i sensori della fotocamera. Alcuni fotografi preferiscono sovraesporre di uno stop per ottenere il ghiaccio bianco.


 

Pallavolo

Il volley non è uno sport molto fotografato, benché abbia la potenzialità di regalarci immagini ricche, colorate e piene di dinamismo. I punti di ripresa possono essere a fondo campo in posizione rialzata o nei pressi della rete, dove possiamo catturare le azioni più spettacolari, comprese le facce degli atleti. Il fuoco automatico non funziona sempre a dovere, essendo spesso ingannato dalla presenza di molti elementi dentro e fuori l'area di gioco. Quasi sempre è preferibile usare il taglio verticale dato che le azioni principali comprendono giocatori che saltano con le braccia alzate.


 

Atletica leggera

Un meeting di atletica può essere una vera e propria miniera di immagini per il fotografo sportivo. Innumerevoli sono le opportunità, gli scenari, le specialità ed i partecipanti, pubblico compreso.
Le difficoltà sono essenzialmente di carattere logistico, a seconda del livello del meeting. In un evento internazionale l'accesso alle aree riservate alla stampa può essere severamente limitato, mentre un incontro a livello regionale offre molte possibilità ai fotografi. Basta tenersi alla larga dalle piste, e possibilmente fuori traiettoria di martelli e giavellotti.
Un'altra difficoltà è rappresentata dallo svolgimento simultaneo di varie gare. Sarebbe preferibile avere già in mente una lista delle specialità da coprire e concentrarsi su quelle, piuttosto che disperdere la nostra attenzione nel tentativo (spesso vano) di non perdere una gara. Per fortuna alcune specialità, come i salti, si svolgono in vari tentativi, così abbiamo tutto il tempo di preparare l'attrezzatura e scegliere il punto di ripresa.


 

Quanto alle tecniche di ripresa, possiamo spaziare dal taglio verticale per il singolo atleta, all'orizzontale per le gare di corsa, al panning per dare alla foto il senso della velocità, alla grande profondità di campo per mettere a fuoco atleti e pubblico. Le riprese a raffica (3-4 immagini per volta) sono molto spesso utilizzate per ritrarre i lanci, o i salti. Le possibilità sono praticamente infinite, e le riprese sono facilitate dalla prevedibilità delle azioni che ci permette di essere pronti al posto giusto.

Motori

Gli sport motoristici sono relativamente facili da fotografare, dato che si svolgono prevalentemente di giorno e secondo modalità precise e prevedibili (incidenti a parte). Nelle gare di velocità la sfida per il fotografo consiste nel far vedere il movimento. C'è poco senso a riprendere un'auto di Formula 1 che nella foto sembra ferma sulla pista, è molto meglio scegliere attentamente la profondità di campo e accompagnare il movimento con la camera (panning), ottenendo uno sfondo leggermente sfocato e "strisciato". Ottime immagini si possono ottenere anche riprendendo il lavoro di assistenza nei paddock durante i pit stop.
Il problema è spesso la distanza dalla pista nelle gare in circuito, dove il pilota che vogliamo seguire è visibile per un breve istante ogni giro. Diversamente, nelle gare di rallye è spesso possibile (e pericoloso) trovare una buona posizione lungo il tracciato dove però possiamo vedere le vetture sfrecciare una sola volta.



Congelare il movimento

Il modo più facile per catturare un soggetto in movimento è quando il movimento è minimo. Ma se non ci accontentiamo delle "buone" immagini e vogliamo immagini eccellenti, dobbiamo fare un passo oltre. Le foto "da rivista", quelle che la gente vuole vedere, sono i cestisti sospesi a mezz'aria, il portiere che "vola" nel tentativo di parare il calcio di rigore, con il pallone a pochi centimetri dalle punte delle dita, o Valentino Rossi che taglia il traguardo con la moto impennata. In breve, dobbiamo catturare "quei" millesimi di secondo pieni di emozioni.
Catturare i movimenti rapidi richiede alte velocità di scatto. Molte moderne reflex arrivano fino alla velocità di 1/8000 sec, abbastanza da congelare qualsiasi movimento, anche una Ferrari a 300 Km/h.
Una semplice regola empirica dice che per soggetti fermi la minima velocità di scatto a mano libera (senza cavalletto) è 1 diviso la lunghezza focale usata. Per esempio, con un obiettivo da 50mm la velocità minima di scatto è 1/50 di secondo, con una focale da 300mm l'otturatore deve viaggiare ad almeno 1/300 sec, ma 1/500 sarebbe preferibile. Naturalmente per guadagnare stabilità basta dotarsi di un treppiede, o anche di un monopiede.
Con obiettivi molto lunghi diventa assai difficile congelare una azione. Il respiro, il battito cardiaco o il tremolio muscolare rendono difficile catturare anche oggetti fermi. Un obiettivo lungo ingrandisce non solo la scena, ma amplifica anche il movimento. Se un soggetto impiega un secondo per attraversare il mirino con un obiettivo da 50mm, con un 500mm lo vedremo passare in 1/10 di secondo.
Per catturare un movimento laterale con una focale da 300mm dovremo quindi scattare a 1/2000 o 1/4000 di secondo. Anche a queste velocità dovremo seguire il soggetto con la camera (panning) per minimizzare i movimenti relativi ed avere immagini perfettamente nitide. Invece, se il soggetto si sta muovendo verso di noi, il movimento relativo è molto minore permettendoci di scattare a velocità inferiori.
Altro parametro da considerare attentamente è la sensibilità ISO da impiegare. Chi dispone di una camera con un sensore di dimensioni generose non ha molte difficoltà. Impostando una sensibilità medio-alta (ISO 400 - 800) potrà usare anche la massima velocità di scatto disponibile. Diversamente, con sensori piccoli si è vincolati ai bassi valori ISO per non incorrere nel problema del rumore digitale.

L'illusione del movimento

Se le immagini estremamente nitide colpiscono per la loro vivacità, le foto leggermente mosse possono indurre in che le osserva l'illusione del movimento.
Se dobbiamo riprendere un calciatore che batte un calcio di rigore, impostando la giusta velocità di scatto possiamo ottenere il viso ed il corpo perfettamente nitidi, mentre il piede ed il pallone risulteranno mossi, simulando in qualche modo nella foto ciò che vediamo ad occhio nudo.
In molte situazioni, combinando la velocità dell'otturatore ed il panning si possono catturare immagini che riproducono il movimento del soggetto. E' una tecnica fotografica che non si improvvisa, occorre pazienza e procedere per tentativi per affinare le nostre capacità.

Illuminazione

Le condizioni di illuminazione degli eventi sportivi sono le più varie e difficilmente favorevoli. Durante una giornata di sole avremo ombre scure e contrasto eccessivo, al mattino o alla sera le cose migliorano un poco, solo se si può avere il sole alle spalle. Con cielo coperto avremo una luminosità insufficiente per ottenere colori saturi, specialmente con focali lunghe.
Verso il tramonto, o se si opera all'interno di strutture, la luce è di solito sufficiente per giocatori, ma non per i fotografi. E ogni struttura è diversa dalle altre. Si possono incontrare casi di palazzetti dello sport perfettamente illuminati ma con temperature di colore le più varie, campi di calcio o piste di atletica con potenti sistemi di illuminazione che si rivelano un incubo per il fotografo. Bisogna però riconoscere che le strutture più recenti sono generalmente dotate di sistemi ottimizzati espressamente per le riprese televisive, e quindi avremo una perfetta distribuzione della luminosità con conseguente drastica riduzione delle ombre, ed una colorazione neutra della luce.

Emozioni

Le fotografie sportive che non mostrano emozioni non trasmettono energia, non raccontano la vera storia. Non importa a quale livello tecnico-atletico sia una gara, quando i giocatori competono al massimo delle loro capacità, la loro tensione emotiva deve trasparire dalle foto. Col tempo e l'esperienza si impara non solo a catturare l'eccitazione in campo, ma anche ad individuare ed eliminare le foto che appaiono banali o poco significative, e tenere quelle che raccontano davvero un episodio, tante o poche che siano.
Le emozioni vanno cercate non solo sul terreno di gara, ma anche intorno. L'eccitazione per una vittoria o la cocente delusione per una sconfitta inaspettata, sono altrettanto degne di essere immortalate sui volti degli allenatori e degli spettatori. Tra il pubblico possiamo trovare una infinita varietà di espressioni, di atteggiamenti, di gesti, di comportamenti, non dimentichiamo che il pubblico è parte integrante del gioco.


 


 


 


 


 

Fonte: www.3megapixel.it